‘Ndrangheta e cocaina: diventano definitive 11 condanne (NOMI)
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una delle inchieste più significative sul narcotraffico internazionale gestito dalla ‘ndrangheta calabrese. Sono diventate definitive 11 condanne emesse nell’ambito del procedimento, celebrato con rito abbreviato, che ha smantellato una rete di traffico di cocaina su scala mondiale riconducibile alla cosca Gallace di Guardavalle, storicamente radicata nel Catanzarese e con forti legami con i cartelli sudamericani.
La Suprema Corte ha invece annullato senza rinvio due condanne: una in maniera totale e un’altra parziale. È stato assolto Gianluca Tassone, difeso dall’avvocato Pamela Tassone, per il quale i giudici hanno disposto l’immediata scarcerazione “perché il fatto non sussiste”. Stessa decisione per Benito Andrea Riitano, limitatamente ai capi d’imputazione legati all’associazione per narcotraffico e al traffico internazionale di stupefacenti, con rinvio al giudizio d’appello per la rideterminazione della pena residua.
Diventano così definitive le condanne a carico di Agazio Andreacchio (2 anni e 4 mesi), Giuseppe Bava (2 anni e 8 mesi), Nicola Chiefari (15 anni e 4 mesi), Bruno Gallace (3 anni), Nicola Guido (5 anni e 4 mesi), Mario Palamara (6 anni e 8 mesi), Francesco Riitano (16 anni), Paolo Riitano (8 anni e 8 mesi), Francesco Taverniti (11 anni e 20 giorni), Domenico Vitale (8 anni e 8 mesi) e Giuseppe Vitale (6 anni e 2 mesi).
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale aveva costruito una rete logistica e finanziaria internazionale per favorire l’importazione di enormi quantitativi di cocaina dal Sud America — in particolare da Colombia e Brasile — destinati ai mercati di Spagna, Olanda, Inghilterra e Slovenia, fino a raggiungere Nuova Zelanda e Australia.
