Vibo, chiusura scuole: il disappunto del comitato Chiedo per i Bambini
La decisione del sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, di continuare con la chiusura delle scuole per via dell'emergenza idrica che la città e la provincia stanno vivendo, non è andata giù al comitato "#Cib Chiedo per i bambini".
"Il guasto della condotta idrica del comune è stato riparato - afferma il comitato-; nonostante tutto le scuole potrebbero rimanere chiuse. Dopo le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi('la scuola va protetta, non chiusa; la dad crea disuguaglianze'), ci appare alquanto irrituale l’atteggiamento dell’amministrazione comunale nei confronti dei cittadini più giovani, soprattutto considerata la pazienza e il grande senso civico che hanno dimostrato i vibonesi nel sopportare l’ennesimo disagio. Rimanere per tanti giorni senz’acqua, in tempo di pandemia, creando situazioni di precarietà igienica all’intera popolazione, a causa di disfunzioni e di un problema legato all’approvvigionamento idrico della città noto da decenni, non appare tollerabile. Eppure i cittadini sono stati per l’ennesima volta comprensivi, hanno aspettato con pazienza l’arrivo dell’acqua e adesso perché dovrebbero accettare quella che appare una pretestuosa giustificazione per non far tornare i nostri figli a scuola?"
Sotto accusa anche la disorganizzazione dello screening scolastico, che avrebbe dovuto assicurare un ritorno in classe in piena sicurezza.
"Questa mattina - asserisce il comitato - molti genitori hanno chiesto una giornata di permesso dal lavoro per portare i propri figli, con grande senso di responsabilità, per la seconda volta in pochi giorni a fare lo screening e fare un tracciamento prima del ritorno in classe. Invitati a fare il tampone, i genitori non hanno trovato sul posto il personale sanitario per effettuarlo, la domanda a questo punto nasce spontanea. Quando si rientrerà a scuola? I genitori e gli studenti attendono una risposta da chi di competenza, che questa volta dovrà agire nel rispetto delle regole stabilite dal nostro Governo".
"Intanto, le domande aumentano - prosegue il comitato - : i vaccini non dovevano farci tornare alla normalità? I nostri ospedali, così come le scuole non hanno ricevuto fondi statali per aumentare il personale? Che fine hanno fatto i progetti di acquisto degli aeratori che, a detta degli scienziati, con le attuali varianti acquistano sempre maggior importanza nelle aule? Come comitato desidereremmo avere notizie e certezze, perché se è vero che con questo virus dovremmo imparare a convivere allora si rende sempre più indispensabile lavorare insieme per il bene comune e per raggiungere standard di sicurezza che ci consentano di far tornare i nostri figli ad una vita che si avvicini il più possibile alla normalità".
