I vertici dell’organizzazione criminale vanno riconsiderati. È questo il senso della decisione della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza emessa il 20 febbraio 2024 dalla Corte d’Appello di Torino nei confronti di Domenico Giorgi (classe 1963) e Francesco Giorgi (classe 1962), entrambi di San Luca (Reggio Calabria), condannati rispettivamente a 17 e 16 anni di carcere.

La Suprema Corte ha rilevato vizi nella motivazione della sentenza in merito ai ruoli apicali che la Procura torinese attribuiva agli imputati, accusati di far parte di un’organizzazione transnazionale dedita al traffico di cocaina. Un’organizzazione al centro di un’inchiesta avviata nel 2018 e sviluppatasi nel capoluogo piemontese.

Il nuovo giudizio dovrà ora approfondire e chiarire la reale posizione di vertice degli imputati all’interno della struttura criminale. L’annullamento riguarda anche Giovanni Giorgi e Sebastiano Giorgi, coinvolti nella medesima inchiesta e ritenuti anch’essi ai vertici dell’organizzazione.

Nuovo esame anche per Stefano Sanna, il cui ricorso ha avuto esito analogo. Respinti, invece, i ricorsi presentati da Pietro Parisi, Domenico Napoli, Domenico Giorgi (classe 1982), Antonio Giorgi (classe 1986), Antonio Giorgi (classe 1990), Piero Colaccicco, Gianfranco Violi, Walter Cesare Marvelli, Giuseppe Romeo e Sebastiano Segnati.