«Non possiamo più aspettare. L’Università Magna Graecia è al centro della sfida per il futuro della Calabria e nessuno può più permettersi di girarsi dall’altra parte».
È netto l’intervento del consigliere regionale Antonello Talerico, che commenta con preoccupazione ma anche con proposte operative l’allarmante dato emerso da una recente classifica nazionale, che colloca l’ateneo catanzarese al penultimo posto in Italia. «Non lo accetto – scrive Talerico – da cittadino, da rappresentante delle istituzioni, da calabrese che crede nel potenziale del proprio territorio. Questo dato è uno schiaffo che ci impone di reagire. Non con la rassegnazione, ma con la progettualità».

Tre priorità per il rilancio
Il consigliere non si limita a un j’accuse: rilancia con tre punti strategici, concreti e realizzabili, per “rimettere l’UMG al centro delle politiche regionali”.

Un ospedale veterinario universitario
Talerico chiede la creazione di un hub veterinario universitario: «Un’infrastruttura che significa occupazione, ricerca, attrattività nazionale. Ho già raccolto la disponibilità del presidente Occhiuto, che si è impegnato formalmente a sostenere il progetto». Obiettivo: ottenere l’accreditamento ANVUR e ripristinare il Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, un corso oggi assente ma – sottolinea – “fondamentale per sanità, agroalimentare e prevenzione”.

Corso di Medicina in lingua inglese
«Guardiamo oltre la Calabria – prosegue –. L’istituzione di un corso di laurea in Medicina in lingua inglese trasformerebbe l’UMG in un polo attrattivo per studenti italiani e stranieri, portando l’ateneo in linea con le migliori università internazionali».

Un tavolo permanente per il rilancio
Talerico chiede al Rettore Giovanni Cuda di aprire un tavolo di confronto con tutte le forze del sistema universitario, affermando che «non bastano slogan né convegni. Serve una strategia istituzionale vera, condivisa, con la Regione parte attiva».

“Basta clientelismo, servono scelte coraggiose”
Nel suo intervento, Talerico non risparmia critiche al passato: «La politica troppo spesso ha guardato altrove, o si è limitata a sistemare amici e parenti. Così si è contribuito al declino».
Poi l’appello: «Non possiamo più limitarci al lamento. Abbiamo il diritto e il dovere di cambiare».

“Io ci sono”
«Mi batterò con determinazione perché l’Università Magna Graecia torni al centro delle politiche regionali e diventi motore di rinascita per l’intero Meridione. Perché non abbiamo bisogno di compatimenti. Abbiamo bisogno di futuro».