Vibo capitale italiana del Libro: per Lo Gatto un'occasione non sfruttata
" 'Presto' , 'A breve', 'Fra poco', sono tutti termini vuoti per mascherare l’assoluta assenza di concretezza da parte dell’attuale amministrazione di Vibo nella risoluzione dei problemi che attanagliano la città. E così, mentre viene fatta cadere nel dimenticatoio l’interrogazione del capogruppo di Azione in seno al consiglio comunale Stefano Luciano, l’assessore Daniela Rotino enumera i motivi ( o meglio, le scuse) che hanno condotto a trascurare in maniera così eclatante in favore di altro (o di altri?) la Biblioteca Comunale, simbolo di quella sbandierata elevazione del sapere che la giunta corrente ha tatuata sulla fronte, con colori però sempre più sbiaditi". Esordisce così Pierluigi Lo Gatto, componente della segreteria cittadina di Azione, nell'esprimere tutto il proprio disappunto in ordine ai temi culturali che tanto stanno animando il dibattito vibonese.
"L’unica cosa che è venuta alla luce-prosegue Lo Gatto-, parafrasando l’assessore alla cultura, è stata l’assoluta inefficienza di una compagine che aveva promesso velocità da Formula Uno e che invece procede a dorso di mulo. Cultura, etimologicamente, significa coltivare, cioè spargere dei semi che diventeranno, grazie ad attente ed amorevoli cure, resistenti arbusti. E Vibo Valentia, eletta Capitale del Libro 2021, avrebbe dovuto spargerli questi semi, piuttosto che innestare una miriade di erbe finte la cui durata è eguale a quella di una meteora. Invece di sfruttare questo unico ed incredibile palcoscenico, organizzando pochi ma rilevanti eventi, i cospicui finanziamenti (600.000 euro) sono stati dilapidati in mille rivoli, inconcludenti per la città ma sostanziosi per coloro che rientrano nella paradisiaca cerchia dei favoriti dall’attuale amministrazione. L’occasione era irripetibile per far brillare Vibo Valentia in un contesto nazionale e, perché no, anche internazionale, mettendo in risalto le capacità, i tesori e le potenzialità del nostro territorio.
Ma, ancor di più, era un’opportunità per avviare dei progetti che avrebbero potuto svilupparsi negli anni a venire, coinvolgenti soprattutto le nuove generazioni, continuando a dare lustro mediatico alla nostra città con conseguente ricaduta economica per tutti, e non per i soliti pochi".
"Leggere un libro-afferma- significa educare l’anima ed opporsi alla supremazia della tecnica; allo stesso modo, però, ricostruire e ridar vita a quei luoghi che caratterizzano una comunità significa elevarne lo spirito e svilupparne l’identità. E allora, perché non rendere rapidamente fruibile il Teatro ( altra reiterata promessa), che nell’antica Grecia era considerato talmente sacro da essere costruito vicino ai Templi; perché non riaprire (finalmente) La Tonnara di Bivona, emblema di una tradizione da valorizzare; perché togliere fondi e far morire la già citata Biblioteca Comunale; perché non crearne un’altra di cui potessero godere le marinate?
La Politica, arte regia, diventa invece pessima fattrice quando non ha una visione: il vivere alla giornata, attaccati alla canna secca, non è da saggio contadino ma da mediocre spaventapasseri".
