Nel Vibonese una lunga scia di sangue tra agguati, sparatorie e accoltellamenti
Un territorio, quello vibonese, dove la violenza a volte sembra essere all'ordine del giorno. Non a caso, in più occasioni il procuratore di Vibo, Camillo Falvo, ha lanciato l'allarme, spingendosi ad affermare, citiamo testualmente, come il territorio della provincia di Vibo Valentia sia "oppresso dalla criminalità organizzata e non solo”. Parole pesanti come macigni ma che rispecchiano drammaticamente la realtà dei fatti. Le sparatorie, risse o atti intimidatori sono frequenti e figli di una cultura della sopraffazione e della prepotenza dura a scomparire. L'ultimo episodio, in ordine di tempo, ieri sera a Limbadi, allorché un uomo ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco nei confronti di un’altra persona, un immigrato dell’est Europa, verosimilmente di origini romene di 43 anni. Purtroppo, comunque, si tratta dell'ultimo di una lunga serie.
Solo per limitarci agli ultimi mesi
Il 9 novembre 2021 due cognati sono stati gambizzati a Portosalvo, uno dei quali è il titolare di un’azienda agroalimentare locale. L’attentatore si era dato subito alla fuga salvo costituirsi poco dopo nella Stazione del Comando dei carabinieri di Vibo.
Ancora prima, ossia il 17 ottobre del 2021, una rissa avvenuta in via Vittorio Emanuele III (nei pressi di Piazza Morelli), luogo di ritrovo della movida vibonese degenerava: un giovane ha sparato al petto di un coetaneo. Un tentato omicidio bello e buono. 12 le persone, tutti di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, denunciati.
Un orrore che non ha risparmiato la provincia, con il comune di Soriano al centro della cronaca nazionale. Qui la sera di San Silvestro veniva ucciso da un killer a volto scoperto, subito essere uscito dal barbiere, il 39enne Giuseppe De Masi.
E ancora: il 16 febbraio una persona ha esploso dei colpi di arma da fuoco, presumibilmente di pistola, contro un uomo che era di fronte ad un bar. Lo stesso solo per un soffio è riuscito a sfuggire all'agguato. La vittima era Antonio Paparatto, 51 anni. Mentre a sparare sarebbe stato il 51enne Nicola Domenico Cilurzo.
Il 28 febbraio, all’interno di un bar lungo la Statale 18, nella periferia sud del capoluogo, un 56enne di Rombiolo (Nazzareno Castagna, già noto alle forze dell'ordine) è stato gravemente ferito a coltellate. Stesso destino, seppur in modo meno grave, per la figlia che era intervenuta per difenderlo.
Non è avvenuto a Vibo, infine, ma avuto come protagonista un vibonese quanto successo, sempre a marzo, in una discoteca del Catanzarese, dove il 21enne Carmelo Ripepi (residente a Piscopio, già noto alle forze dell'ordine), per sua stessa ammissione, al culmine di una lite ha esploso dei colpi d’arma da fuoco che hanno raggiunto un buttafuori e una ragazza, fortunatamente feriti non gravemente. Insomma, non c'è proprio da stare allegri. In tema di sicurezza, malgrado gli encomiabili sforzi della Procura e delle forze dell'ordine, la provincia di Vibo non può certo ambiare ai primi posti della speciale classifica nazionale. Purtroppo.
