Elezioni Cosenza, Lucio Presta rifiuta i diktat. Da avversari e... Pd
Il candidato a sindaco incontra la stampa. E rilancia: bisogna risvegliare il voto di opinione. No all'esercito di candidati. Sì a programmi e progetti mirati...
Non è un politico. E la politica non ha certo segnato – o agevolato – il suo percorso professionale. È amico di Matteo Renzi, però. E con le regole della politica sarà costretto a fare i conti. A differenza dell’ex sindaco di Firenze, tuttavia, Lucio Presta merita il massimo rispetto da alleati e avversari: per conquistare la poltrona di primo cittadino nella sua Cosenza non ha studiato, mettendola in campo, una strategia da ribaltone che lo conducesse dritto all’obiettivo senza misurarsi con gli elettori... Ha deciso di metterci la faccia, di scendere in campo con la sua “Amo Cosenza” e non già di recarsi a bussare alla porta di questo e quel potente di turno per ottenere un placet o supporto di chissà quale tipo. Un atteggiamento non da sprovveduto. Ma da uno che può permettersi il lusso di parlare ai partiti e alla città senza filtri perché conscio di non aver nulla da chiedere dalla politica. Il Pd ha scelto Presta. E non viceversa. Quindi spetta al Pd, adesso, porre in campo un’azione di pieno raccordo e intesa programmatica con il suo movimento per conquistare la città dopo il governo di Mario Occhiuto.
Che i Democrat, nei mesi scorsi, abbiano tentato di “imbrigliarlo” non ci sono dubbi. L’autonomia decisionale dimostrata sin qui da Lucio Presta ha messo in ambasce il partito, che subito ha lanciato all’esterno segnali di insofferenza proprio per costringere il candidato a sindaco ad abbassare il livello di ogni pretesa. Ma l’effetto ottenuto è stato contrario. E stamattina, nel corso di una conferenza stampa, il manager dei vip lo ha lasciato intendere chiaramente: no allo schieramento di un esercito di candidati, sì alla scrupolosa verifica dei requisiti etici di chi intenda entrare in lista, sì alla condivisione dei principali punti programmatici da affrontare in caso di vittoria (recupero del centro storico, supporto agli indigenti, gestione tecnica e condivisa delle opportunità offerte dal Por), sì alla conduzione di una battaglia che possa risvegliare il voto di opinione. No, chiaramente, ai diktat di qualunque tipo.
La vera forza di Presta, dunque? L’ingovernabilità da parte dei soliti notabili. Magari anche di coloro i quali, avuta percezione di ciò, hanno pensato bene di dirottare altrove la propria attenzione… “Sono l’unico che può permettersi di perdere”, ha dichiarato. E uno che in piena campagna elettorale, nonostante gli evidenti ritardi organizzativi accumulati dalla coalizione di riferimento, si spinge a tanto rappresenta di sicuro l’esempio più lampante di ciò la politica degli intrallazzi, dei favori, degli “amici degli amici” certamente rifiuta a priori. Del resto, c’è chi, pur di ottenere il primato, s’è venduto l’anima al diavolo. E se la venderebbe ancora se non sapesse che, da tempo, la magistratura inquirente ha deciso di mettere mano proprio al nodo del voto di scambio che potrebbe avere caratterizzato anche in questa porzione di territorio la consuetudine che prima o poi troverà riprovazione collettiva e ammenda giudiziaria…
Sugli avversari, il manager dei vip, non s’è soffermato più di tanto. Giusto qualche passaggio su Occhiuto, il “Guru” Iaonianni, Paolini (il cui accordo con Ncd non godrebbe ancora dell’ufficialità). Poca roba davvero, a dimostrazione dell’interesse esclusivo di Lucio Presta verso i fatti di casa propria e quindi della sua città. Il Pd ha capito. Resta solo da chiarire se, e quando, i desiderata di Presta troveranno pieno accoglimento. Una risposta destinata ad arrivare a breve, quando verranno presentate le liste: saranno le candidature a confermare quanto, e quale, sostegno reale i Democrat riserveranno al cosentino tornato in terra bruzia per raccontare ai giovani disillusi che un futuro costellato anche da momenti di successo, qui e altrove, è ancora possibile.
p. p. cam.
