Intanto ieri Silvia Riga è stata nominata assessore alle Innovazioni Tecnologiche e Giuseppe Muratore è passato al gruppo dei "Liberali per Vibo", alias Forza Italia

Il sindaco Elio Costa completa la mini-rivoluzione in giunta nominando Silvia Riga con delega alle Innovazioni tecnologiche al posto di Bruno Cutrì. Dovrà provare a dar vita a quell'idea di città intelligente, tra i cavalli di battaglia della campagna elettorale.

La reazione. Intanto, nella maggioranza scoppia il caos. Stefano Luciano, dopo aver atteso la conclusione delle operazioni, riunisce il proprio gruppo politico che compattamente - assessore Scrugli inclusa – prende le distanze dal primo cittadino e mette a repentaglio seriamente, numeri alla mano, per la prima volta la stabilità dell'Amministrazione, il cui futuro adesso è decisamente più incerto.

Vibo Unica. “Il sindaco –scrivono il presidente del Consiglio, i cinque eletti di Vibo Unica e l'esponente di riferimento in giunta – ha proceduto senza il rispetto di quanto stabilito nel corso dell'ultima riunione di maggioranza, nella quale si era individuata la necessità di chiarire preventivamente il quadro politico alla luce degli sviluppi che hanno interessato i gruppi consiliari. Ritenendo assolutamente errata la strada intrapresa stabiliremo quali conseguenze trarre e dal punto di vista politico e dal punto di vista amministrativo”. Insomma, si apre lo spettro di una crisi che non è detto debba concretizzarsi.

New entry. Nel frattempo, Giuseppe Muratore, aderisce al gruppo de “I liberali per Vibo” e andava a rafforzare Forza Italia – che conterà da qui in avanti su sette eletti - proprio nel giorno in cui il coordinatore provinciale Giuseppe Mangialavori veniva estromesso dal Consiglio regionale.

Regolamento di conti. E come se non bastasse, nelle medesime ore, tra l'assessore al Commercio e Nico Console e l'Udc volano gli stracci. Con il commissario cittadino dello scudo crociato Bruno Greco lesto a replicare al vetriolo e a svelare importanti retroscena dei rapporti tra l'esponente dell'esecutivo e il suo ex partito di riferimento. “Ritenevo – attacca quest'ultimo – che le affermazioni dell'assessore Console fossero legate alla sensazione che potesse perdere la postazione acquisita. Ma alcune affermazioni sono state offensive”. E allora ecco il chiarimento che svela una serie di altarini sulla presunta appartenenza di Console allo scudo-crociato. A Greco non è piaciuto il rifermento ai “millantatori”. Probabilmente “Console usa questo termine per far credere di essere vittima di un complotto orchestrato qualcuno che si attribuisce titoli non propri”. Ebbene, “visto che si riferisce a me, bisogna allora che si faccia un po’ di chiarezza: il sottoscritto è presentatore e firmatario della lista “Alleanza per Vibo”, titolato a parlare a nome della medesima”.  E allora il “millantatore” dovrebbe essere riferito “non alla lista ma al partito”. Anche in questo caso, “il sottoscritto - ha attaccato Greco – è l'unico titolato a parlarne sebbene d'accordo con i vertici della compagine”. Il quesito, piuttosto, è un altro: “Console fa parte o meno dell’Udc?” E qui i nodi vengono al pettine. Greco riparte dalla conferenza stampa con cui i due consiglieri eletti tra le fila di “Alleanza per Vibo” sono passati a Vibo Unica. E dalla conseguente riunione “in casa dell'on. Bruni” nella quale Console espresse il suo pensiero in questi termini: “Non vi devo dire niente, adesso vi lascio perchè devo andare a vedere se riesco a trovare un gruppo che possa sostenermi e garantire la mia posizione”. Dichiarazione da cui si comprendeva il suo addio al partito. Da lì l'idea di annullare il tesseramento e di asserire che “nessuno avrebbe potuto parlare a nome dell'Udc nell'Amministrazione”. Ultima tappa, la riunione dei gruppi che hanno proposto a Costa di “garantire una presenza in giunta a tutti i gruppi di maggioranza” rimettendo in discussione “la postazione di Console” che tuttavia, qualcuno è già disposto ad abbracciare.