L'abbraccio della Cattedrale: la sorpresa di monsignor Attilio Nostro commuove Mileto
Il Vescovo, dimesso dopo l'intervento al cuore, rompe il riposo forzato e compare in Basilica alla fine del rito giubilare. «Grazie per le vostre preghiere»
Un boato di applausi ha rotto il silenzio solenne della Basilica Cattedrale di Mileto in una domenica che i fedeli difficilmente dimenticheranno. Proprio quando la celebrazione di chiusura della fase diocesana del Giubileo 2025 volgeva al termine, la comunità ha ricevuto il regalo più atteso: la comparsa a sorpresa di Monsignor Attilio Nostro.
La liturgia, celebrata nella festa della Sacra Famiglia, era stata affidata a Monsignor Lucio Angelo Renna, Vescovo emerito di San Severo, chiamato a sostituire il presule titolare dopo il recente e delicato ricovero ospedaliero. Nessuno si aspettava di vedere Monsignor Nostro, ancora in piena convalescenza dopo l'operazione chirurgica e l'impianto di uno stent coronarico che lo avevano costretto a un rigido protocollo di riposo. Eppure, contravvenendo per un istante ai consigli dei medici, il Vescovo ha voluto varcare la soglia della "sua" chiesa madre per ricongiungersi al suo popolo.
Visibilmente emozionato, Monsignor Nostro è salito sull'altare maggiore e ha preso la parola dal leggio, trasformando il rito in un momento di profonda condivisione umana. «Vi assicuro che le vostre preghiere sono servite», ha esordito il presule, ringraziando la folla presente. Il suo discorso si è poi soffermato sul senso della fragilità: «In questi giorni ho fatto un'esperienza forzata di una virtù fondamentale: l'obbedienza. Ho dovuto obbedire ai medici e a Dio, vivendo una situazione inconsueta che mi ha permesso di sentirmi vicino a chi soffre e a chi è meno fortunato di me».
Il Vescovo non ha mancato di rivolgere un pensiero di profonda gratitudine al personale sanitario, lodando la professionalità dimostrata dalle equipe degli ospedali di Vibo Valentia e del centro universitario di Germaneto, che lo hanno assistito durante l'emergenza cardiaca.
L’uscita di scena, accompagnata da una nuova ondata di affetto, segna la fine di un anno giubilare che per la diocesi di Mileto si chiude non solo con un rito formale, ma con un ritrovato senso di unità attorno al proprio pastore.
