Inchiesta "Calabria verde": Oliverio e Trematerra prosciolti, a processo il sindaco di Acquaro
Il gup di Catanzaro Paola Ciraco ha prosciolto il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio dall'accusa di abuso d'ufficio contestato nell'ambito dell'inchiesta denominata "Calabria Verde". Si tratta dello stralcio di un'indagine che ruota intorno all'azienda in house della Regione. Il non luogo a procedere nei confronti del governatore è arrivato al termine dell'udienza preliminare.
Il verdetto. L'accusa riguardava la nomina del sindaco di Acquaro Giuseppe Barillaro (nella foto in copertina insieme al presidente della Regione Calabria Oliverio) in un distretto dell'azienda nel Vibonese. Per la Procura di Catanzaro sarebbe stata effettuata per finalità di carattere elettorale e nell'inchiesta erano rimaste coinvolte sei persone. Lo stesso giudice ha prosciolto anche l'ex assessore regionale all'Agricoltura Michele Trematerra e l'ex dirigente Franca Arlia. Assolto invece l'attuale presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci mentre sono stati rinviati a giudizio l'ex direttore generale di Calabria Verde Paolo Furgiuele e il sindaco di Acquaro Giuseppe Barillaro. Per entrambi il processo inizierà a marzo.
Parola alla difesa. Per l'avvocato di Oliverio Vincenzo Belvedere si tratta di un proscioglimento importante. "Le accuse della Procura - spiega - non superano il vaglio dell'udienza preliminare, ma il fatto importante è che questo è un reato analogo a quello che viene contestato nell'altra inchiesta sulla quale non vogliamo ancora fare dichiarazioni ma attendiamo le motivazioni". Il riferimento è all'inchiesta "Lande desolate" sui presunti appalti truccati in Calabria. Proprio nelle ultime ore il Tribunale del Riesame ha confermato per Oliverio l'obbligo di dimora. In quest'inchiesta il governatore della Calabria deve rispondere dei reati di abuso d'ufficio e corruzione.
