Processo alla ’ndrangheta: chieste sei condanne, per il boss disposta una perizia neurologica (NOMI)
La Dda invoca pene fino a 15 anni di carcere per la rete del "Paper Market". A giugno al via le arringhe dei collegi difensivi
Nell'aula del Tribunale di Monza, le pubbliche accuse della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Paola Biondolillo e Sara Ombra, hanno formulato le loro richieste di condanna nella requisitoria contro la presunta rete mafiosa radicata nel Comasco e in Brianza. Sei le condanne sollecitate, con pene che arrivano fino a 15 anni di reclusione.
Resta tuttavia in sospeso la posizione della figura centrale del processo, il cinquantaseienne Michele Oppedisano, residente a Bosisio Parini (Lecco) e già condannato nella storica inchiesta Infinito del 2010. Per il presunto boss — nipote di Domenico Oppedisano, storico “capo crimine” in Calabria, e ritenuto a capo della cosca Pesce affiliata alla locale di Erba — i giudici hanno disposto lo stralcio della posizione: sarà sottoposto a una perizia neurologica per verificare se eventuali deficit ne abbiano compromesso la capacità di stare in giudizio.
L'indagine, che ha svelato i meccanismi di infiltrazione della 'ndrangheta al Nord portando ai blitz e agli arresti nel 2021, ruota attorno a una base logistica insospettabile: il "Paper Market" di Correzzana. "Era lì, tra gli scaffali del supermercatino, che avvenivano i summit operativi per pianificare le attività illecite e per raddrizzare chi non obbediva ai comandi dell'organizzazione", hanno evidenziato i magistrati della Dda.
Un controllo del territorio feroce, fatto di minacce esplicite e brutali del calibro di "Ti taglio la testa e la faccio trovare a tua madre", utile a muovere i fili degli affari in Brianza. Secondo la pubblica accusa, questo processo rappresenta un naturale "filo rosso" con l'operazione Infinito, dimostrando l'evoluzione di un sodalizio capace di spaziare dalle estorsioni più tradizionali al riciclaggio di capitali sporchi attraverso prestanome e professionisti compiacenti. Al dibattimento si è costituita parte civile anche WikiMafia, la principale enciclopedia digitale sul fenomeno mafioso nata a Milano nel 2012.
Le richieste di condanna nel dettaglio
Mentre i difensori respingono fermamente le accuse parlando di totale estraneità ai fatti, le pm hanno delineato il quadro delle pene richieste per gli altri sei imputati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, bancarotta e autoriciclaggio:
- Pasquale Oppedisano (figlio di Michele): chiesti 15 anni di reclusione.
- Michele Cutrì: chiesti 7 anni di reclusione.
- Vincenzo Papasidero: chiesti 7 anni di reclusione.
- Santo Paviglianiti: chiesti 5 anni e 6 mesi di reclusione.
- Aldo Bosina: chiesti 4 anni di reclusione (già noto alle cronache e condannato come amministratore di fatto della Ipb Italia, l'azienda legata al maxi incendio del capannone di via Chiasserini a Milano nel 2018).
- Massimo Fedele: chiesti 3 anni di reclusione.
Il processo è stato aggiornato al mese di giugno, quando prenderanno il via le arringhe dei collegi difensivi e verrà ufficialmente conferito l'incarico per gli accertamenti medici sulle condizioni neurologiche di Michele Oppedisano.
