Crolla una casa: muoiono marito, moglie e il figlio di 6 anni
Si ipotizza un'esplosione per fuga di gas. Il boato ha sventrato l'edificio, non lasciando scampo ai tre occupanti
Una famiglia felice, unita e ben integrata, spezzata in un istante da un destino crudele a migliaia di chilometri da casa. La comunità di Castellammare del Golfo, nel trapanese, si è svegliata oggi sotto shock per la notizia della tragedia consumatasi ad Albstadt, nel land del Baden-Württemberg, in Germania. Francesco Liparoto (33 anni), la moglie Nancy Giarraca (30 anni) e il loro figlioletto Bryan, di appena 6 anni, sono le vittime del crollo della propria abitazione, avvenuto nella giornata di giovedì.
Sebbene le indagini delle autorità tedesche siano ancora in corso, la pista principale seguita dagli inquirenti riguarda una violenta esplosione causata da una fuga di gas. Il boato ha sventrato l'edificio, non lasciando scampo ai tre occupanti. Francesco, operaio specializzato nel settore del vetro, si era trasferito in Germania circa dieci anni fa per costruire un futuro solido insieme a Nancy. Lì era nato Bryan, che con i suoi sei anni rappresentava la gioia di una vita dedicata al lavoro e alla famiglia.
La notizia è stata confermata ufficialmente dal sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, che si è fatto portavoce del dolore straziante dell'intera cittadina: «Castellammare si stringe con affetto e profonda commozione ai familiari, condividendo un dolore lacerante per una perdita ingiusta, improvvisa e straziante, che ha spezzato tre giovani vite».
In paese, dove risiedono i genitori e i fratelli di Francesco, il ricordo della giovane famiglia è vivissimo: ogni estate Francesco, Nancy e Bryan tornavano in Sicilia per le vacanze, riabbracciando i propri cari e mantenendo saldo il legame con le proprie radici.
La tragedia di Albstadt colpisce duramente non solo i parenti stretti, ma l'intera rete di emigrati siciliani in Germania, che vedevano nei Liparoto un esempio di integrazione e successo personale. Mentre in Germania si scava tra le macerie per accertare le responsabilità tecniche del disastro, in Sicilia si attende di conoscere le modalità per l’ultimo saluto a queste tre "vite spezzate" troppo presto.
