Elezioni provinciali Vibo: il ruolo di Luciano e l'analisi di Insardà: "Costa senza maggioranza"
Una contesa, neppure paragonabile a quelle di un tempo, dalla quale tuttavia è venuta fuori la nuova assise. Dal centro alla periferia le elezioni provinciali hanno ridisegnato nuovi equilibri, forieri, da qui in avanti, di possibili nuove proposte politiche.
Il vincitore. Nella città capoluogo c'è stato un vincitore su tutti gli altri: il presidente del Consiglio Stefano Luciano che ha fatto funzionare alla perfezione il proprio asse con tutti i delusi dal Pd. In primis, con Antonio Lo Schiavo i cui consensi hanno impedito ai censoriani di fare l'en plein. I numeri, alla fine, hanno parlato chiaro. Il candidato di Luciano, Alfredo Lo Bianco, ha ottenuto 22 voti effettivi in provincia che nella media ponderata (per effetto dei 10 pesantissimi in città) hanno dato un punteggio pari a 9973 punti, creando il vuoto tra sè ed il secondo degli eletti. E la soddisfazione, nelle ore immediatamente successive al voto, era tangibile nelle parole del presidente del Consiglio comunale.
La dichiarazione. "Le elezioni provinciali – ha affermato Luciano - possono rappresentare l’inizio di un percorso politico nuovo da costruire attraverso una rete di amministratori che spendono competenze ed energie per affrontare in modo risolutivo i problemi della Provincia e della città capoluogo. Mi auguro che da qui in avanti possano crescere le alleanze politiche sul territorio per consentire agli elettori di potere investire su progetti ed uomini credibili". Parole - seguite dai doverosi "ringraziamenti ai consiglieri comunali capaci di esprimere un consenso straordinario" - che hanno lasciato spazio ad ogni possibile interpretazione. Non è mancato un riferimento alla necessità di "tracciare nuovi orizzonti per rafforzare un territorio che deve tornare ad essere virtuoso sul piano amministrativo e protagonista sul piano politico". Insomma, sotto il profilo politico, queste elezioni hanno mandato un messaggio chiaro soprattutto al sindaco della città Elio Costa che ha pensato bene di non chiarire pubblicamente la propria posizione: per lui sarà opportuno oggi più di ieri, evitare slanci e fughe in avanti, per mantenere inalterati gli equilibri in una maggioranza dove i rapporti di forza tra i principali maggiorenti sono decisamente in divenire.
Il segretario del Pd. L'analisi del segretario provinciale Vincenzo Insardà non ha lasciato spazio a molte interpretazioni: "Siamo soddisfatti. Grazie all'impegno di sindaci, amministratori ed eletti, abbiamo vinto nei piccoli e medi comuni. In città ci ha molto penalizzato il voto ponderato". Non è mancata una frecciata indiretta a chi, pur "nel gruppo del Pd, ha preferito andare altrove". Osservazione che ha riportato sotto la lente d'ingrandimento, la necessità "per tutte le anime del partito di tornare a lavorare in sintonia. Se fossimo stati compatti – ha sbottato il segretario - non ce ne sarebbe stato per nessuno. Da qui in avanti serviranno meno polemiche e meno personalismi". Ad Insardà non è sfuggito come dalle provinciali sia emerso un dato abbastanza evidente: "L'amministrazione Costa – ha sottolineato – non ha più una maggioranza. Ed il sindaco appare notevolmente indebolito dallo spostamento di Luciano verso sinistra".
