Ricordando i colleghi Falcone e Borsellino, il magistrato ha detto: "Lasciano un'eredità che va tenuta viva, perché è piena di valori"

Cerimonia di premiazione, questa mattina, al Convitto Filangieri. Nella storica istituzione educativa vibonese si è tenuta infatti la quinta edizione dell'omonimo premio. Quest'anno il riconoscimento è stato assegnato e consegnato al magistrato Giuseppe Ayala.

Il premio. Giunto alla quinta edizione, il premio – organizzato dal Convitto Filangieri, su input del rettore Alberto Capria ed in partneriato con il dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, il coordinamento regionale delle Consulte degli studenti, l’associazione di giuristi Democrazia nelle regole e l’assessorato regionale all’Istruzione – costituisce un sincero riconoscimento a personalità che si siano distinte nei vari ambiti della vita sociale e professionale. Per la quinta edizione il premio è stato assegnato a Giuseppe Ayala, già pubblico ministero nel maxiprocesso di Palermo. Un riconoscimento che, a 25 anni dalla strage di Capaci, acquista un particolare significato, anche educativo.

Il messaggio. "L'idea di poter dare un contributo alla formazione di questi ragazzi al rispetto delle regole e alla cultura della legalità dà un senso alla mia vita", ha commentato il magistrato, in seguito ricordando i colleghi Falcone e Borsellino. "Lasciano un'eredità - ha aggiunto - che va tenuta viva, perché è piena di valori".

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