Blitz antimafia a Vibo, FI prende le distanze da Costa. L'ex sindaco: "Con me aveva tre assessori"
“Netta discontinuità rispetto alla mia amministrazione? Vorrei ricordarle che nella giunta da me capeggiata, Forza Italia poteva contare su ben tre assessori. Vale a dire, l'assessore al Commercio Francesco Pascale, l'assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Lombardo e l'assessore al Personale Raffaele Manduca. Tutti individuati dal coordinatore provinciale ed attuale senatore Giuseppe Mangialavori e da lui successivamente indotti a rassegnare le dimissioni”. Elio Costa torna a farsi sentire e reagisce con fermezza - stando a quanto riportato dalla Gazzetta del Sud nell'edizione odierna - al tentativo di una parte della maggioranza di centrodestra, nella fattispecie di Forza Italia, di prendere le distanza dalla sua amministrazione. Un'esperienza conclusa male, proprio quando gli azzurri decisero -alla fine dello scorso anno - di togliergli la fiducia, ma che, secondo Costa, il partito guidato da Giuseppe Mangialavori ha sposato e condiviso fin (quasi) in fondo. Lo scontro all'arma bianca, dunque, prosegue tra il magistrato oggi in pensione che ha guidato per due volte l'esecutivo di palazzo “Luigi Razza” e il principale esponente del centrodestra sul territorio cittadino e provinciale. Le reazioni della compagine consiliare che fa riferimento a quest'ultimo, dopo il blitz della Guardia di finanza con l'acquisizione di numerosi faldoni negli uffici del palazzo cittadino, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ipotizza una serie di reati, non sono affatto piaciute ad Elio Costa.
Le determine. L'ex sindaco ha tenuto a fare una serie puntualizzazioni, pur senza entrare nel merito di una vicenda della quale è venuto a conoscenza “attraverso i giornali” visto che si trova “fuori sede”. Rispetto alle pratiche che le Fiamme Gialle hanno ritenuto opportuno acquisire in svariati settori, Costa è stato molto chiaro: “Le determine - ha detto – sono di competenza dei dirigenti”. Quegli stessi dirigenti che ieri il sindaco ha seriamente ridimensionato.
Gli impianti pubblicitari. Tra i settori rispetto ai quali la magistratura e le forze dell'ordine hanno deciso di far luce, l'ex primo cittadino, si è soffermato su quello inerente gli impianti pubblicitari abusivi e ha ricostruito la vicenda delle demolizioni, fino ad arrivare ai provvedimenti assunti dal suo successore, il commissario prefettizio Giuseppe Guetta. “In un primo momento – ha chiosato Costa – gli interessati si erano visti accogliere dal Consiglio di Stato un ricorso che era stato inizialmente rigettato dal Tar. Ma il Comune, sotto la mia guida, si oppose ed ottenne dai massimi giudici amministrativi una revisione di quella sentenza”. La sentenza però “arrivò soltanto dopo che io ero stato costretto a dimettermi. Quindi fu il commissario ad agire nel periodo precedente alle elezioni amministrative completando il nostro lavoro”. Commissario che avviò tutte le operazioni necessarie per arrivare alla demolizione degli impianti abusivi o in contrasto con il Codice della strada ma non ebbe il tempo di concludere le operazioni.
