Dramma sventato in Calabria: i Carabinieri salvano una 22enne
Una madre lancia l’allarme dopo un messaggio d'addio: decisivo l’intervento empatico della comandante di Stazione che ha convinto la giovane a desistere
La freddezza di una madre e la straordinaria sensibilità dei Carabinieri hanno evitato che una serata di marzo si trasformasse in tragedia. A Rocca Imperiale, sul litorale cosentino, il tempestivo coordinamento tra la famiglia e i militari dell’Arma ha permesso di trarre in salvo una ragazza di 22 anni, decisa a compiere un gesto estremo.
Tutto è iniziato con un messaggio su WhatsApp. La giovane studentessa ha inviato alla madre poche righe cariche di disperazione, manifestando chiaramente le proprie intenzioni. La donna, senza perdere un istante, ha intuito la gravità del pericolo e ha allertato il Numero Unico di Emergenza 112.
Dalla centrale operativa del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano è scattato immediatamente il piano di ricerca. Sul lungomare di Rocca Imperiale è stata inviata una pattuglia della stazione locale, appartenente alla Compagnia di Cassano all’Ionio.
A dare manforte ai colleghi è intervenuta anche la comandante della Stazione di Rocca Imperiale, la quale, pur essendo libera dal servizio, si è precipitata sul posto dopo aver appreso la notizia. È stata proprio lei a individuare per prima la giovane, trovandola in un evidente stato di agitazione e prostrata dal dolore.
In quei momenti concitati, non è stata la forza a prevalere, ma l'umanità. La marescialla ha scelto un approccio basato sull’empatia e sull’ascolto attivo, avvicinandosi con cautela alla 22enne. Attraverso un dialogo costante e paziente, è riuscita a stabilire un legame di fiducia, offrendo alla ragazza lo spazio necessario per sfogarsi e liberarsi del peso che la opprimeva.
Il rapporto umano instauratosi sul molo ha fatto breccia nel muro di solitudine della studentessa, che alla fine ha deciso di desistere dal suo proposito.
Una volta riportata la calma e accertatosi che la giovane fosse fuori pericolo, i Carabinieri l'hanno accompagnata e riaffidata all'abbraccio dei familiari. Un episodio di cronaca a lieto fine che mette in risalto come la presenza capillare dell'Arma sul territorio non sia solo una garanzia di sicurezza, ma spesso un fondamentale presidio di vicinanza e sostegno psicologico nei momenti di massima fragilità umana.
