Il sindaco Enzo Romeo
Il sindaco Enzo Romeo

Una giornata definita “decisiva” dal sindaco Enzo Romeo quella di ieri a Roma, dove al Ministero delle Infrastrutture si è discusso uno dei dossier più delicati per il futuro di Vibo Marina: la delocalizzazione dei depositi costieri. Un incontro ritenuto strategico dall’amministrazione comunale, che punta a liberare l’area a ridosso della spiaggia e ad avviare la piena rigenerazione urbana e turistica del litorale.

La delegazione vibonese ha presentato al Ministero un video illustrativo che evidenzia, in maniera definita “incisiva”, l’incompatibilità visiva, ambientale e funzionale tra gli impianti di stoccaggio e il tratto di costa interessato. «La delocalizzazione – ha ribadito Romeo – è l’unica strada possibile per lo sviluppo dell’area». La linea politica è già stata tracciata all’unanimità dal Consiglio comunale: spostare i depositi nell’area industriale, così da liberare il fronte mare e garantire sicurezza e prospettive di crescita.

Sul piano istituzionale, il Comune riferisce di una piena sintonia con l’Autorità portuale di Gioia Tauro e con la Regione Calabria. Una “sinergia necessaria”, utile non solo per definire la soluzione finale ma anche per intercettare i fondi utili all’operazione. Dal Ministero, secondo quanto riferito dal sindaco, sarebbe arrivata massima disponibilità a sostenere il percorso e ad accompagnare l’amministrazione nella ricerca di risorse dedicate.

Romeo ricorda che la trasformazione dell’area portuale è già in movimento grazie ai 27 milioni di euro di investimenti destinati a nautica, cantieristica di pregio, ricettività e integrazione tra porto, lungomare e attività turistiche. «L’obiettivo – sottolinea – è dare finalmente continuità tra queste funzioni, rendendo Vibo Marina un polo moderno e competitivo».

Il prossimo appuntamento è già fissato: la Conferenza dei Servizi del 19 dicembre a Gioia Tauro, ritenuta cruciale per mettere nero su bianco gli impegni istituzionali. «Lavoreremo fino all’ultimo giorno utile – assicura Romeo – per arrivare con il sostegno formale del Ministero».