Una comunità calabrese in lutto: muore dopo "atroci sofferenze"
E' morta all’interno della sua abitazione a Catanzaro, la fondatrice del Movimento Apostolico la signora Maria Marino. Da tempo si trovava in condizioni precarie di salute e poi ha subito un brutto colpo: il decreto di soppressione del Movimento Apostolico. Gli ex aderenti e i sacerdoti che guidavano la spiritualità, la ricordano sui social attraverso pensieri, testimonianze e racconti. Grande è la commozione delle persone che sono state a contatto con l’Ispiratrice del Movimento Apostolico.
“La soppressione del Movimento che lei aveva fondato e che la Santa Sede ha portato a termine, – scrive in una nota il nipote Paolo Marraffa – è sicuramente un fatto che ha recato dispiacere a tutta la comunità ecclesiale. L’ultima nota della fondatrice Maria Marino, riprendeva le stesse parole dette da Gesù prima di morire: “Padre perdonali perché non sanno quello che fanno“. Diverse sono le persone che testimoniano le virtù della signora Maria Marino che ha cercato di seguire Gesù e di annunciare il suo messaggio di salvezza al mondo. Riporto l’importante testimonianza del figlio Antonio Marraffa che ha recitato alla fine del funerale: “Dobbiamo essere gioiosi perché sono finite le sue sofferenze atroci e inumane da troppo tempo e poi la morte è un aspetto della nostra esistenza. Nasciamo e viviamo commettendo sciocchezze e cose buone, poi moriamo. È una legge dell’Universo. Lei ha avuto una vita intensa costellata di opere di bene verso chi ne aveva necessità. Poi le hanno parlato di regolamento ma questo esiste già è il Vangelo che ha voluto nella sua bara. Le hanno parlato di tesseramenti ma questi esistono già sono le ostie consacrate con l’intenso significato che hanno. Le hanno parlato di un leader ma questo esiste già, è Gesù Cristo in croce che ha voluto nella sua bara. Le hanno parlato di sedi per la riunione ma esistono già, sono le Chiese con i suoi sacerdoti che sono guida e strumento che indicano il percorso concepito da Gesù duemila anni fa e che lei è stata chiamata a ricordare. Questa è l’eredità che ha lasciato a tutti, a ognuno di noi nella libertà di seguirla”.
