Provincia Vibo, le elezioni si avvicinano ma il presidente punta al rinvio
Già circolano i nomi dei papabili futuri presidenti della Provincia. Ma ancora non è neppure chiaro quando si potrà andare ad elezioni. Il presidente Andrea Niglia è decaduto lo scorso cinque maggio, contemporaneamente allo scioglimento del Comune di Briatico per sospette infiltrazioni mafiose. Stando alla legge Delrio, le elezioni dovrebbero tenersi entro novanta giorni, le candidature potrebbero essere presentate dal quarantesimo giorno precedente le consultazioni. Dunque, dalla giornata di ieri. Ma il presidente facente funzioni Alfredo Lo Bianco si è già mosso per prorogare i termini di scadenza del suo mandato.
Lettera al Viminale. In una nota, spedita al Viminale, Lo Bianco ha chiesto che le elezioni provinciali vengano rinviate alla scadenza naturale del mandato dei consiglieri, prevista per il mese di dicembre. Dalla Prefettura, tuttavia, era arrivata l'intimazione di provvedere alla costituzione dell'ufficio elettorale e dei comizi elettorali. In sostanza, potranno rivestire la carica di presidente della Provincia i sindaci il cui mandato non scada prima di diciotto mesi dallo svolgimento delle elezioni. In questo momento, sul territorio, sono diciassette. Dal computo vengono esclusi i comuni commissariati. Nel Vibonese, ben cinque attualmente: Nicotera, Limbadi, Tropea, San Gregorio d'Ippona e Briatico, guidato fino a poco tempo addietro da Andrea Niglia, ultimo presidente eletto dell'ente intermedio, poi decaduto.
Toto-candidati. Il presidente verrà eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali. E già si fanno i nomi dei papabili e degli aspiranti. La situazione viene analizzata con attenzione a destra e a sinistra. Per quel che concerne Forza Italia circola con insistenza il nome del sindaco di Zambrone Corrado L'Andolina, quanto al Partito democratico, quelli di Gianluca Callipo, renziano della primissima ora, sindaco di Pizzo e presidente dell'Anci Calabria e di Antonino Schinella, primo cittadino di Arena ed espressione dell'area censoriana. Prima, però, bisognerà calendarizzare le elezioni, convocare i comizi e dare ufficialmente inizio alla campagna elettorale. Il voto, salvo decisioni diverse da parte del Viminale, avrebbe luogo in piena estate. A meno di proroghe che al momento non sembrano molto probabili.
