Nella cittadina tirrenica stanno per arrivare le autobotti, mentre si pensa a trivellare i pozzi per liberarsi gradualmente dalla Sorical. Sul mare l'Arpacal conferma: "Acque balneabili" 

Mare sporco, acqua tutt'altro che incolore e inodore dai rubinetti delle abitazioni a Nicotera. La protesta è arrivata questa mattina in Prefettura a Vibo Valentia per un tavolo tecnico che ha visto i promotori del Comitato spontaneo di cittadini a confronto con i rappresentanti politico-istituzionali, dall'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo, ai consiglieri regionali Michelangelo Mirabello e Vincenzo Pasqua, passando per il dirigente dell'Asp Cesare Pasqua, per finire con i responsabili dell'Arpacal.

L'acqua potabile. In un clima decisamente surriscaldato,  sono state affrontate separatamente le due questioni. Decisamente più impellente quella inerente la qualità dell'acqua. Ai cittprefettura mare sporco 2adini da giorni sul piede di guerra,  che hanno messo ancora una volta l'Amministrazione sul banco degli imputati,  è arrivata la garanzia che oggi stesso interverranno le autobotti cariche del prezioso liquido nella zona di Nicotera Marina. Apertura apparentemente significativa anche dalla Regione che si è detta disponibile a concedere i finanziamenti, stanziati da tempo, per la trivellazione dei pozzi. Una via che consentirebbe, ad una città ricca d'acqua come Nicotera, di abbandonare gradualmente la propria dipendenza dalla Sorical. A proposito, la Società che gestisce in Calabria le risorse idriche ha investito negli ultimi anni oltre 300 mila euro per mettere in piedi un impianto di trattamento dell'acqua.

prefettura mare sporco 1Il mare sporco. Quanto al mare, molti nodi restano, invece, da sciogliere. L'Arpacal, come ampiamente prevedibile, non si è smentita neppure questa volta. Ed ha ribadito che lo specchio di mare oggetto della protesta risulta, dalle analisi eseguite, balneabile. Parole che non hanno soddisfatto i manifestanti. Alcuni dei quali hanno lasciato anzitempo l'Ufficio territoriale del Governo per andare ad occupare gli uffici dell'Asp.

Le conseguenze. In realtà, una rimostranza di tal genere, giunta in piena stagione estiva,  non aiuta la fragile economia del territorio che poggia sulle poche strutture turistiche ancora in vita in un'area che vive esclusivamente di questa risorsa. Con gli imprenditori scoraggiati che disinvestono e fuggono, infatti,  a rischio potrebbero esserci da qui a breve centinaia di posti di lavoro. (t.f.)

 

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