Il 5 dicembre 2019 la Prefettura di Vibo Valentia ha emanato un'interdittiva antimafia nei confronti della società Spurgojet srls, azienda impegnata in attività di pulizia fognaria con sede a Vibo Valentia. L'avvocato difensore, Giuseppe Di Renzo, ha presentato al Tribunale di Catanzaro un'istanza per chiedere l'ammissione al controllo giudiziario. La decisione alla base dell'interdittiva, spiega infatti il difensore, riguarda solo "rapporti parentali con soggetti contro indicati" e segnalazioni "per fatti lontani del tempo". Francesco Franzè, titolare dell'impresa, è stato infatti sottoposto ad avviso orale del questore tra fine anni '90 e inizio 2000, ed era stato trovato in compagnia di soggetti, tra cui il padre e lo zio, con diversi pregiudizi di polizia anche per gravi reati.

Il collegio del Tribunale di Catanzaro - preseduto dal giudice Giuseppe Valea - ha accolto la tesi difensiva, in quanto non emergono "dal provvedimento antimafia né da altri atti, al netto di quelli meramente parentali, rapporti significativi intessuti da Franzè nell'esercizio della propria attività d'impresa" con soggetti pregiudicati. Conseguentemente, visti questi elementi di fatto, si è deciso, per due anni, di attuare un controllo giudiziario della Spurgojet srls.

Così facendo vengono sospesi gli effetti dell'interdittiva antimafia e l'impresa potrà essere inserita nella "White list" della Prefettura, potendo quindi partecipare ad appalti pubblici. Sull'amministratore nominato, Gennaro Davola, graverà l'onere a riferire al giudice e al pubblico ministero sul controllo dell'attività con relazione bimestrale. Sarà inoltre tenuto a riferire ogni situazione che possa costituire - o anche solo apparire - un tentativo di infiltrazione o condizionamento mafioso della società.