A Reggio Calabria sono state recentemente attivate le misure di contrasto pensate dalle forze dell'ordine, per un fenomeno in crescita che conta 15mila casi ai danni degli over 65

Si presentano, il più delle volte, in modo distinto, in abiti "composti" e con fare professionale, reinterpretando un ruolo tante volte utile al raggiungimento del fine, che in ogni caso è l'ottenimento di denaro. Il modus operandi, in questo copione, può variare, mentre non cambia il destinatario delle cattive intenzioni, che troppo spesso è un anziano, meglio se solo in casa. Un fenomeno, quello dei furti e delle truffe ai danni degli anziani, in Calabria in continuo aumento, da Cosenza a Reggio Calabria.

Le "scene".  Come fosse un set, i male intenzionati interpretano il proprio ruolo, in una storia messa in piedi per inscenare la truffa. Al primo posto dei "copioni" ricorrenti c'è l'operatore di qualche servizio giunto per eseguire i controlli del caso, un modo come un altro per riuscire ad infiltrarsi "legittimamente" nell'appartamento dell'anziano. Un "evergreen" cui si accosta, negli ultimi tempi, la telefonata di un presunto parente/amico in situazioni di emergenza, con l'annuncio dall'altro capo del filo telefonico dell'arrivo di qualcuno per la "riscossione" di denaro. Non meno frequenti, gli avvicinamenti su strada, sempre attuati mediante una richiesta di soccorso. Insomma, le modalità possono essere differenti, ma il fenomeno è comunque monitorato constantemente dalle Forze dell'ordine. Tant'è che la Polizia di Stato ha attivato una campagna di sensibilizzazione (Non siete soli chiamateci sempre) e supporto agli anziani, dal momento che solo lo scorso anno i casi registrati in tutta Italia ammontano a 15mila  truffe ai danni degli over 65. La Questura di Catanzaro è ricorsa ai ripari, diffondendo un opuscolo con le info del caso. Ma non è l'unica ad aver preventivato un intervento.

Prefettura reggio CalabriaIl vademecum di Reggio Calabria. Nei giorni scorsi, a Reggio Calabria, il prefetto Michele Di Bari ha insediato il Comitato di coordinamento per prevenire i reati di truffa, in particolare di natura finanziaria nei confronti della popolazione di età più avanzata. L'organismo, di cui fanno parte il questore, il comandante provinciale dei Carabinieri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza e il segretario della Commissione Regionale Abi Calabria, è previsto dal Protocollo d'intesa per la prevenzione delle truffe, in particolare di natura finanziaria agli anziani e alle persone dotate di bassa educazione finanziaria sottoscritto lo scorso 3 maggio tra il Ministero dell'Interno e l'Associazione Bancaria Italiana. Nella riunione, "si è deciso di adottare - spiega la Prefettura - un vademecum, sulla scorta di linee guida già delineate dall'Abi, rivolto soprattutto alle fasce di popolazione più esposte al rischio di truffa, che, con un linguaggio semplice e diretto, fornirà suggerimenti e consigli generali per rafforzare la sicurezza riducendo i fattori di vulnerabilità e i comportamenti economicamente rischiosi. Al vademecum sarà data la massima diffusione ai fini di una informazione capillare della cittadinanza. Si è convenuto, inoltre, di effettuare un costante monitoraggio del reato di truffa sul territorio provinciale grazie al quale il Comitato potrà avere a disposizione una mappa sempre aggiornata di tutti gli eventuali nuovi fattori di rischio che possano tradursi in eventi criminosi e di tutte le buone pratiche da mettere a sistema sul territorio provinciale". Una stregia di prevenzione e contrasto al fenomeno criminale delle frodi finanziarie, dei furti e delle rapine, ma pure di tutela delle fasce deboli della popolazione. (i.l.)