Sparatoria a Rosarno, dalle carte due verità e nessun movente apparente
Dal fermo si apprende che Consiglio ha sparato a Cacciola. L'indagato: mi hanno chiuso con due auto e mi sembrava di avere visto uomini armati
di FRANCESCO ALTOMONTE
Versioni discordanti e un movente che resta al momento sconosciuto anche agli inquirenti. Sono i particolari emersi dagli sviluppi dell'indagine che riguarda la sparatoria avvenuta a Rosarno il 17 settembre scorso, nella quale è coinvolto il pregiudicato Salvatore Consiglio. Due gli atti che ricostruiscono, seppur parzialmente la vicenda. Il primo è quello emesso dalla procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria con il quale si ordina il fermo del rosarnese, accusato del tentato omicidio di Gregorio Cacciola. Il secondo è il verbale di interrogatorio stilato alla compagnia di Gioia Tauro la sera del 21 settembre scorso, data in cui Consiglio si è consegnato accompagnato dal suo legale, l'avvocato Guido Contestabile.
La sparatoria La sera del 17 settembre scorso si sparge la voce di una sparatoria avvenuta lungo la Nazionale sud di Rosarno, sulla quale è stata rinvenuta un'auto abbandonata sulla carreggiata e dalla quale pare siano stati esplosi alcuni colpi di pistola. Ben presto si viene a sapere che quell'auto è del pregiudicato Salvatore Consiglio, scomparso senza lasciare traccia subito dopo la sparatoria. I carabinieri iniziano la ricerca del 37enne dopo avere ricostruito i primi dettagli della vicenda.
Il fermo Il pedigree criminale di Consiglio, la sua presunta vicinanza ai clan di Rosarno, portano le indagini verso la procura distrettuale antimafia. E l'ufficio diretto dal procuratore capo Federico Cafiero de Raho spicca un decreto di fermo indiziario di reato nei confronti di Salvatore Consiglio, accusato formalmente di tentato omicidio. Nel documento i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, guidati dal capitano Gabriele Lombardo, e i magistrati di Reggio, ricostruiscono le fasi salienti dei primi giorni di indagine: la chiamata per un incidente stradale che dopo poco si trasforma in una sparatoria con un ricercato; l'individuazione dell'uomo verso il quale Consiglio avrebbe fatto fuoco (Gregorio Cacciola); gli interrogatori agli occupanti delle due auto coinvolte nella vicenda insieme a quella del Consiglio; il rinvenimento in una zona periferica di Rosarno della Panda sulla quale viaggiava Cacciola. Dalle deposizioni raccolte, i militari dell'Arma riescono a ricostruire le fasi salienti di quella sera, ma il movente rimane del tutto sconosciuto. Cacciola, infatti, sostiene di essere imparentato con Consiglio tramite la moglie di quest'ultimo, di non avere rapporti di frequentazioni con il 37enne, ma di rispettarlo. Afferma infine di non conoscere il motivo per il quale Consiglio possa avere fatto fuoco contro di lui.
L'interrogatorio Non si ricorda dove è stato, non vuole dire chi l'ha aiutato nei giorni in cui è scomparso, né dove ha preso la pistola con matricola abrasa con la quale ha sparato quattro colpi la sera del 17 settembre. Salvatore Consiglio, però, racconta la sua versione dei fatti, della sera in cui stava per andare a prendere la moglie per fare delle compere e si sarebbe ritrovato incastrato tra due auto: la prima, la Panda di Cacciola verso al quale avrebbe da lì a breve sparato, che lo sorpassa e gli si pianta davanti, e una dietro che lo tampona impedendogli di muoversi. Consiglio racconta ai carabinieri che le due auto lo avrebbero bloccato e da quella che gli stava davanti sarebbero scesi alcuni uomini che gli sembravano armati e per questo motivo avrebbe iniziato a sparare e poi sarebbe fuggito. Una versione che diverge con quella fornita da Gregorio Cacciola ai carabinieri. Cacciola ha raccontato che stava superando l'auto di Consiglio quando si è sentito sparare contro. "Io so che nell'altro veicolo alla guida c'era Consiglio Salvatore - spiega Cacciola - siamo cugini, non abbiamo rapporti, ci conosciamo e ci rispettiamo". Dai rilievi, si spiega nel fermo, si "avvalora l'ipotesi che sia stato Consiglio Salvatore a sparare in direzione dell'autovettura di Cacciola Gregorio...la direzione dei proiettili disvela l'intento omicidiario di Consiglio Salvatore nonostante non appaia ancora chiaro il movente...".
