Chiamati a risarcire la Provincia di Vibo per danno erariale l'ingegnere Teti e il geometra Greco. Scagionati gli ex presidenti Bruni e De Nisi

Torna sulle pagine di cronaca la Tangenziale est con la sentenza della magistratura contabile che ha presentato un "conto" salato da pagare e che ammonta a 3 milioni di euro. In particolare – come riportato oggi sulle pagine de "La Gazzetta del Sud", in due sono stati condannati al pagamento della somma a titolo di responsabilità erariale e sono Giuseppe Francesco Teti, responsabile unico del procedimento, che dovrà versare 2 milioni 820mila 575,60 euro alla Provincia, e Leoluca Greco, geometra dipendente dell'Amministrazione provinciale, che invece è chiamato al pagamento di 315mila euro. La sentenza depositata giovedì accende i riflettori sulle responsabilità che ognuno dei soggetti ha avuto nei tre appalti - per una strada mai portata a termine e più volte franata - che erano stati attenzionati e che riguardavano appunto i lavori per la grande incompiuta del Vibonese. E proprio i primi sopralluoghi dei carabinieri risalgono al 2009 e a seguire nel 2010 ad interessarsi del caso era stata la Guardia di finanza, con un'attività che aveva portato all'operazione "Cassandra".

Responsabilità. Una grande incompiuta sulla quale oggi la Corte dei conti ritorna, chiamando alle responsabilità. E chiamati a rispondere del danno, dunque, sono Teti e Greco mentre sono stati scagionati Conocchiella, Comito, Bruni, De Nisi. In particolare, secondo i magistrati Teti, "nonostante l'intervenuto dissesto della collina sovrastante la rete viaria e, soprattutto, pur rilevando l'assoluta inidonetià dell'opera che si stava realizzando, ha omesso volontariamente di comunicare la situazione all'Amministrazione" e ha "fraudolentemente prospettato una situazione diversa rispetto a quella reale", firmando lo stato finale dei lavori, "nonostante la parziale esecuzione". Sempre Teti, quindi, "ha chiesto un'anticipazione di cassa per consentire l'indebita erogazione del denaro alla ditta appaltatrice, dichiarando falsamente il collaudo allo stato in itinere". In questa direzione, anche per Greco, nella sentenza si legge come lo stesso "ha consapevolmente violato i suoi obblighi di servizio, progettando un'opera assolutamente inidonea allo scopo. Ha redatto una variante che riduceva ulteriormente le opere di sostegno e ha firmato – si legge ancora – un certificato dichiarando falsamente l'ultimazione dei lavori seppure gli stessi fossero stati solo in parte realizzati". Anche lui, quindi, avrebbe dichiarato il falso sull'utilità dell'opera e sullo stato di avanzamento dei lavori. Da qui, la condanna della Corte dei conti che ha ritenuto entrambi coscienti delle violazioni che hanno causato "un ingente danno all'Ammninistrazione".

Gli ex presidenti. Crollano, invece, le accuse a carico dei due ex presidenti della Provincia Gaetano Ottavio Bruni e Francesco De Nisi, i quali erano stati coinvolti "per non aver denunciato i pericoli". In tal senso, risulta che agli atti, non sussiste "alcuna prova che avessero contezza dei reati posti in essere in occasione della realizzazione della tangenziale est". E proprio i giudici nella sentenza spiegano come "quasi tutti gli esposti erano stati indirizzati all'ingegnere Teti, al geometra Greco, all'assessore ai Lavori pubblici e al direttore dei lavori".

In conclusione, il verdetto rispecchia le richieste della Procura contabile che aveva chiesto l'assoluzione per tutti tranne che per il geometra Greco e l'ingegnere Teti. Per quest'ultimo, peraltro,  la richiesta di danno erariale pari a 7,6 milioni di euro è stata ridotta a 2,8 milioni.