Le festività natalizie rallentano le trattative, a destra come a sinistra, per la scelta dei candidati alla carica di governatore. Insomma, il dopo-Santelli è molto più difficile del previsto. Il tavolo di FI, FdI, Udc e degli altri alleati di centrodestra è sostanzialmente fermo alle determinazioni di qualche settimana addietro. Unico punto fermo, almeno per il momento, il fatto che la candidatura alla presidenza spetti agli azzurri. Come noto, i nomi in ballo sono diversi. Due su tutti. Il primo è quello di Roberto Occhiuto, vicecapogruppo di FI alla Camera dei Deputati, fratello del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che  a malincuore fu costretto lo scorso anno a cedere il passo a Jole Santelli. L'altra strada, secondo quanto trapela da palazzo Grazioli, porterebbe dritto al sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo che da circa due anni guida un Comune in difficoltà enormi, ereditate sotto il profilo gestionale e finanziario, la cui credibilità, all'interno della coalizione, non ha risentito degli scossoni subiti a 360 gradi da palazzo "Luigi Razza", inchieste della magistratura comprese.

Le altre possibili opzioni, dal sindaco di Catanzaro Sergio Abramo all'assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo, fino eventualmente a Wanda Ferro, qualora FI rinunci (fatto più che improbabile) alla Calabria, non sembrano al momento essere prese in considerazione dal leader Silvio Berlusconi e dai suoi più stretti collaboratori.

Sul fronte del centrosinistra, la questione è - se possibile - ancor più complessa. Gli assi che il Partito democratico sarebbe pronto a "calare" sul tavolo sarebbero sostanzialmente due: il reggino Nicola Irto, già presidente del Consiglio regionale e soprattutto il parlamentare Antonio Viscomi. Una figura quest'ultima che - nell'ottica di una coalizione allargata, sarebbe nelle condizioni di dialogare con più frange e soprattutto con una fascia più ampia del mondo riformista e non solo.

Prima di arrivare a loro, però, il Pd sta ascoltando gli alleati ( e prima di tutto se stesso) a cominciare dal Movimento Cinquestelle e da Leu. E circolano diversi nomi ormai da giorni: da Anna Falcone, calabrese trapiantata a Roma, attivista della sinistra (è stata candidata per LEU alle passate politiche) e sempre in prima fila nella lotta contro la violenza di genere, all’ex assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco, biologo marino, consigliere del Ministero dell’Ambiente e esperto di agroalimentare e di pesca. E non sarebbe apparsa del tutto peregrina neppure l’idea di puntare su Tonino Perna, reggino e professore emerito di sociologia economica presso l’Università degli studi di Messina. Dal mondo pentastellato, invece, l'opzione messa sul tavolo della trattativa è quella di Nicola Morra, il presidente della Commissione parlamentare antimafia. Dopo un primo approccio nei giorni scorsi anche con Carlo Tansi di "Tesoro Calabria", il dialogo si è bruscamente interrotto in coincidenza con le festività natalizie. L'obiettivo è di riportare l'ex capo della Protezione civile regionale al tavolo del confronto e magari realizzare un progetto allargato che possa evitare di trasformare questa tornata elettorale in una facile cavalcata per il centrodestra.