Nell'aprile del 1995 la collaborazione dell'uomo aveva consentito di arrestare trenta persone. Era stato ascoltato  nelle indagini sulla scomparsa del piccolo Tommaso Onofri

Lo chiamavano il pistolero prima che iniziasse a collaborare con la giustizia Pasquale Gagliostro, il 53enne ucciso a Palmi questa mattina in un terreno di sua proprietà. Prima di avviare la sua collaborazione con i magistrati, Gagliostro era stato affiliato alla cosca Parrello di Palmi. In passato aveva reso dichiarazioni in diversi procedimenti: era stato ascoltato anche nell'ambito delle indagini sulla scomparsa del piccolo Tommaso Onofri, a Parma. Recentemente, Gagliostro aveva anche parlato di un presunto progetto di attentati ai danni dell'allora procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, oggi procuratore della Repubblica a Catanzaro.

Nell' aprile del 1995 la collaborazione di Gagliostro con gli inquirenti portò al fermo di 30 persone. Altre 12, otto delle quali, comunque, erano già latitanti, si erano rese irreperibili. L' operazione, denominata "Operazione Oro", era stata condotta dal Procuratore distrettuale di Reggio Calabria Salvatore Boemi, dai sostituti procuratori Giuseppe Verzera e Francesco Mollace, e dal dirigente della Squadra Mobile reggina Roberto Di Guida. Verzera spiegò che l' operazione era scaturita dalle dichiarazioni di un nuovo pentito di 'ndrangheta, Pasquale Gagliostro, che aveva iniziato a collaborare dopo il suo arresto, avvenuto nel luglio del 1994 nell'ambito dell'nchiesta che portò alla cattura di un centinaio di affiliati alle cosche Parrello e Gallico.

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