I reati vicini alla prescrizione, ma i giudici entreranno nel merito delle contestazioni per accertare la sussistenza del reato di falso. Ecco tutti gli imputati

Si tornerà in aula dinanzi al Tribunale collegiale di Catanzaro il 23 marzo prossimo per il processo sui falsi esami all’Università Magna Graecia di Catanzaro. Quasi tutte le ipotesi di reato contestate agli ex studenti di Giurisprudenza, Scienze giuridiche e Scienze dell'amministrazione sono vicine alla prescrizione, ma i giudici dovranno comunque accertare con apposita sentenza - a prescindere o meno dalla prescrizione - la sussistenza del reato di falso, così come indicato da una recente pronuncia della Cassazione per simili casi.

Catanzaro tribunale

Con il ruolo di intermediario fra gli ex studenti e Francesco Marcello, l’addetto alla segreteria di Giurisprudenza dal ‘98 al 2007, è rimasto coinvolto nell'inchiesta Nicola Paino, 59 anni, di Cessaniti (Vv), prima bidello e poi autista del direttore amministrativo dell'Ateneo. Marcello, secondo l'accusa, avrebbe falsificato gli esami e le veline gialle a ricalco dei verbali originali, inoltrando alla segreteria studenti i falsi documenti. L’inchiesta divide gli studenti fra coloro che hanno conseguito la laurea da chi non ha terminato gli studi.

codice penale

Concorso in falso ideologico, falso materiale, corruzione, soppressione e distruzione di atti, i reati, a vario titolo, contestati. Il caso della presunta compravendita di esami scoppiò nel novembre del 2007 e travolse prima la facoltà di Scienze economiche aziendali e poi quella di Giurisprudenza, facenti capo all’unica segreteria didattica di cui era responsabile il 50enne Francesco Marcello, principale accusato. Tutte le lauree sospette sono state sequestrate dai carabinieri e revocate dall'Università che è intervenuta in autotutela ben prima della chiusura dell'inchiesta penale. Anche il Tar ha confermato la legittimità della revoca delle lauree e l'annullamento degli esami.

Fra gli imputati ci sono 21 vibonesi e poi studenti di Catanzaro, dell'intera Calabria e non solo.

Legge

Questi gli imputati vibonesi accusati di corruzione (superamento degli esami dietro versamento di somme di denaro) e falso materiale: Francesco Evalto, 55 anni, ex consigliere comunale di Forza Italia nella città capoluogo dal 2002 al 2005 a cui vengono contestati 9 esami; Giuseppe Grillone, 47 anni, di Vibo, già consigliere provinciale del Pd (4 esami); Salvatore Bulzomì, 40 anni, già vicesindaco di Vibo, consigliere regionale e candidato a sindaco di Sant'Onofrio (11 esami contestati); Maria Teresa La Torre, 38 anni, ex coordinatrice provinciale del movimento giovanile dell’Udc (16 esami contestati).

Di falso rispondono poi i vibonesi: Antonio Gotto, 44 anni, e Josella Casuscelli, 42 anni, avvocati residenti a Stefanaconi; Francesca Fusca, 37 anni, residente a Vibo-Pizzo; Giuseppina Daffinà, 41 anni, di Soriano. Secondo l'accusa, dietro "imprecisate somme di denaro" Gotto avrebbe superato 10 esami, Casuscelli e Fusca 16 a testa, Daffinà 13. Ben 23 esami vengono poi contestati a Costantino Comito, 44 anni, di Vibo Valentia, accusato di corruzione, falso ideologico e materiale. Altri reati sono invece caduti in prescrizione. Comito avrebbe corrisposto a Marcello 15mila euro.

tribunale toga aula

Cinquecento euro sarebbe invece costato a Vincenzo Fiarè, 40 anni, di Vibo, l’esame di Procedura civile "con il contributo causale fondamentale di Gotto Antonio" che avrebbe “sponsorizzato” Fiarè a Francesco Marcello. A Raffaele Anello, 44 anni, di Vibo, vengono poi contestati 4 esami dietro corresponsione di 4.500 euro, ad Emanuela Soldano, 41 anni, di Vibo, residente a Bologna, 5 esami, a Daniele Russo, 38 anni, di Bivona, laureatosi in scienze giuridiche, 6 esami, mentre Miriam Arruzzolo, 35 anni, di Maierato, iscritta a Giurisprudenza, avrebbe corrisposto 8mila euro per 25 esami. Sotto processo anche altri studenti che non hanno poi conseguito la laurea. Si tratta di: Luciano De Pascali, 60 anni, di Vibo, con 5 esami contestati e 12.500 euro "da corrispondersi in tranche annuali di 4.200 euro, due delle quali corrisposte"; Michele Russo, 38 anni, di Vibo, con 17 esami contestati; Domenico Rizzuto, 41 anni, di Vibo, con 20 esami nel “mirino”; Francesco Fusca, 47 anni, di Vibo, residente a Treviso, con 8 esami contestati; Francesca Cannizzaro, 39 anni, di Nicotera, iscritta in Economia aziendale, con 5 esami contestati.


toga camera penale


Di Catanzaro e provincia si trovano invece sotto processo: Antonio Aiello, 46 anni, nato a Saronno e residente a Catanzaro; Giuseppe Albi, 65 anni, di Catanzaro; Luca Amatruda, 32 anni, di Lamezia Terme; Carlo Calabretta, 53 anni, di Montepaone Lido; Salvatore Caligiuri, 40 anni, di Catanzaro; Anita Chiarelli, 41 anni, nata a Crotone e residente a Catanzaro; Vittorio Colacione, 37 anni, di Catanzaro; Giampiero Elia, 54 anni, di Catanzaro; Alessandro Gentile, 35 anni, di Soverato; Luigi Muraca, 46 anni, di Lamezia Terme; Angela Olivadese, 43 anni, di Girifalco; Salvina Pansino, 46 anni, di Lamezia Terme; Andrea Porciello, 41 anni, di Catanzaro; Vincenzo Rania, 36 anni, di Catanzaro; Daniela Santise, 37 anni, di Catanzaro; Ezio Surace, 47 anni, di Catanzaro; Emilia Turrà, 41 anni, di Catanzaro; Maria Zuccolà, 38 anni, di Catanzaro.


martelletto-

Questi gli altri imputati: Simonetta Ballocco, 45 anni, di Milano; Riccardo Berti, 43 anni, di Bologna; Lucia Teresa Maria Calò, 42 anni, di Seregno (Mi); Geltrudemaria Caruso, 45 anni, di Rossano (Cs); Luca Castellani, 55 anni, di Pontedera (Pi); Giuseppe Cordasco, 42 anni, di Cosenza; Salvatore Cordì, 41 anni, di Locri; Salvatore De Rose, 35 anni, nato a Pordenone e residente a Carolei (Cs); Andrea Feraudo, 32 anni, di Acri (Cs); Giacinto Feraudo, 37 anni, di Acri (Cs); Emanuele Ferraro, 41 anni, nata a Reggio Calabria e residente a Legnano (Mi); Francesca Fiorini, 31 anni, di Cosenza; Sonia Galiano, 42 anni, nata a Santa Maria del Cedro (Cs) e residente a Bernareggio (Mi); Vincenzo Galiano, 38 anni, di Santa Maria del Cedro (Cs); Giovandomenico Gemelli, 43 anni, di Cosenza; Rita La Mazza, 41 anni, di Crotone; Rossana Magliocco, 51 anni, nata in Germania e residente a Cosenza; Antonio Maggio, 37 anni, di Polla (Sa); Rossana Magliocco, 51 anni, nata in Germania e residente a Cosenza; Fabio Mandalari, 50 anni, nata a Reggio Calabria e residente a Milano; Sara Mangeruca, 32 anni, di Milano; Saverio Mangeruca, 42 anni, di Milano; Nicola Marando, 39 anni, nato a Locri ma residente a Cesano Boscone (Mi); Michela Mingazzini, 41 anni, nata negli Stati Uniti e residente a Roma; Alessandro Morelli, 38 anni, di Messina; Diego Morgione, 39 anni, nato a Locri e residente a Roma; Teresa Novello, 37 anni, di Crotone; Lorena Anna Pudia, 47 anni, di Rho (Mi); Mariangela Santoro, 35 anni, di Savelli (Kr); Ida Scerbo, 40 anni, di Isola Capo Rizzuto (Kr); Enzo Vladimiro Sponchia, 56 anni, nato a Lamezia Terme e residente a Limone (Cn); Francesco Tomeo, 37 anni, di Mangone (Cs); Alessandro Torrella, 37 anni, di Marzi (Cs); Salvatore Vaccaro, 46 anni, di Casabona (Kr); Nicola Antonio Zannino, 46 anni, di Monasterace (Rc).


Il processo riprenderà il 23 marzo con l'escussione in aula di quattro agenti di polizia giudiziaria che si sono occupati dell'indagine condotta dalla Procura di Catanzaro. (g.b.)


In relazione all'articolo di cui sopra, dall'avvocato Giuseppe Pugliese del foro di Vibo Valentia, riceviamo e pubblichiamo: "Formulo la presente in qualità di difensore del sig. Gotto Antonio. Al fine di ripristinare la verità dei fatti si ribadisce che il sig. Gotto Antonio non risulta imputato del delitto di falso e nè per aver superato esami dietro pagamento di somme di denaro".


Prendiamo atto della cortese nota dell'avvocato Giuseppe Pugliese e del fatto che per il reato di falso contestato ad Antonio Gotto si è registrata sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione alla quale lo stesso - come suo diritto - non ha inteso rinunciare. Antonio Gotto si trova quindi attualmente sotto processo per l'ipotesi di reato di concorso in corruzione. Vale ovviamente nei suoi confronti, al pari di tutti gli altri imputati, la presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva.