Un territorio stretto nella morsa del cemento illegale, dove a fronte di migliaia di provvedimenti amministrativi, le demolizioni restano ancora l’eccezione e non la regola. È questa la fotografia scattata dal dossier "Abbatti l’abuso in Calabria", presentato presso la Sala Verde della Cittadella regionale "Jole Santelli". Il rapporto, frutto di una collaborazione senza precedenti tra Legambiente e Regione Calabria, analizza i dati raccolti tra il 2004 e il 2023, offrendo uno spaccato impietoso ma necessario sulla vigilanza edilizia nella regione.

L’indagine ha coinvolto 105 Comuni (il 26% del totale regionale, rappresentanti il 48% della popolazione), segnando un netto passo avanti nella trasparenza rispetto al passato. I dati sono netti: sono 11.398 le ordinanze di demolizione emesse in vent’anni, ma solo 1.273 sono state effettivamente eseguite (l'11%). Ancora più critico il dato sulle acquisizioni al patrimonio comunale: nonostante l'automatismo previsto dalla legge, appena 135 immobili (l'1,1%) sono stati trasferiti agli enti locali.

Il fenomeno si conferma una piaga soprattutto per il litorale: il 77% dei provvedimenti si concentra infatti nei Comuni costieri, dove la pressione del mattone selvaggio minaccia ecosistemi fragili e sicurezza idrogeologica.

Nonostante la criticità dei dati, il dossier evidenzia la validità del percorso intrapreso. "Questa collaborazione indica una strada concreta da far diventare un modello anche per altre regioni", ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. Sulla stessa linea la presidente regionale Anna Parretta, che ha sottolineato come l'intesa con la Giunta Occhiuto permetta finalmente di costruire "politiche strutturali basate su numeri reali".

Il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, insieme ai vertici di Legambiente, ha ribadito l'impegno nel rafforzare il controllo sugli enti locali anche attraverso l'invio di commissari ad acta per garantire che le ordinanze non restino carta straccia.

Per passare dalla denuncia all'azione, il dossier delinea un pacchetto di proposte operative: un tavolo regionale permanente, con un coordinamento tra Prefetture, Procure, Forze dell'ordine e associazioni per una strategia comune, lo stanziamento di fondi specifici per i costi di abbattimento e il rafforzamento dei poteri sostitutivi delle Prefetture per le pratiche arretrate e una banca dati nazionale, con l'attivazione effettiva dello strumento di monitoraggio presso il Ministero delle Infrastrutture.

"Quando gli abusi restano in piedi per anni, il messaggio è che violare la legge conviene", ha ammonito Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità. L'obiettivo dichiarato è ora quello di invertire la rotta, tutelando le imprese edili sane e restituendo bellezza e sicurezza al paesaggio calabrese.