Sparatoria in Calabria, un arresto per detenzione illegale di arma da fuoco
Un 32enne residente nel comprensorio di Corigliano-Rossano è stato arrestato e condotto in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo è accusato di detenzione illegale di arma da fuoco, reato emerso nel corso di una complessa indagine coordinata dal Procuratore Capo Alessandro D’Alessio.
L’operazione, condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Cosenza e del Commissariato di Polizia di Corigliano-Rossano, rappresenta l’ultimo sviluppo investigativo legato ai fatti di sangue avvenuti nel luglio scorso sul lungomare Sant’Angelo di Rossano, quando una violenta rissa tra più persone era sfociata in una sparatoria.
Dalle indagini coordinate dalla Procura di Castrovillari era emerso un quadro di particolare gravità: tre soggetti erano stati identificati e fermati, tra cui il presunto autore degli spari. Per altri due uomini, le autorità avevano invece formulato accuse di rapina in concorso, episodio ritenuto collegato al successivo tentato omicidio. I due erano stati rintracciati e bloccati il 22 luglio 2025 a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dove erano stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria.
Pochi giorni dopo, il 25 luglio, il Gip del Tribunale messinese aveva convalidato i fermi, disponendo la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati.
L’attività investigativa proseguita nelle settimane successive ha consentito di accertare che uno degli indagati deteneva un’arma da fuoco in assenza di qualsiasi titolo autorizzativo per il possesso o il porto. Questa circostanza ha portato la Procura a richiedere una nuova misura restrittiva, accolta dal Gip del Tribunale di Castrovillari, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il trentaduenne.
