Narcotraffico con gli Usa: chiesti 40 anni di carcere per reggini e vibonesi
Tre richieste di condanne a complessivi 40 anni di carcere sono state chieste oggi dalla Dda di Reggio Calabria al gup distrettuale reggino nel corso del processo con rito abbreviato nato dall'imponente operazione antidroga denominata “Columbus” che ha colpito il narcotraffico internazionale. Diciotto anni di reclusione sono stati chiesti per Francesco Violi, 44 anni, di Sinopoli (Rc), mentre per Carmine Violi, 37 anni, di Sinopoli, sono stati chiesti 167 anni di carcere. Nei confronti di Nicola Preiti, 48 anni, di San Calogero, arrestato il 7 maggio dello scorso anno ed attualmente ai "domiciliari" con il braccialetto elettronico, il pm ha chiesto la condanna a 6 anni di carcere. Preiti è difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Giuseppe Di Renzo. Franccesco Violi viene indicato come presunto elemento del potente clan Alvaro di Sinopoli. La scelta del rito abbreviato comporta uno sconto di pena pari ad un terzo in caso di condanna. Gli altri indagati, una ventina, hanno optato per il rito ordinario.

L’operazione “Columbus” è scaturita da indagini dello Sco (il Servizio Centrale Operativo della polizia) in collaborazione con l’Fbi (il Federal Bureau of Investigation) statunitense. Centrale operativa del narcotraffico, la città di New York con collegamenti in Colombia, Costarica, Olanda, Spagna e Italia. I provvedimenti sono stati emessi dalla Dda di Reggio Calabria e dalla magistratura americana ed eseguiti dal Servizio centrale operativo (Sco) e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, dall'Fbi e dall'Homeland security. (g.b.)
