Guerra in Ucraina, Russia fuori dallo Swift: Germania pronta all'ok
Anche la Germania sembra pronta a dare il via libera alla "sanzione delle sanzioni" contro la Russia, quindi l'esclusione delle sue banche dal sistema di pagamenti internazionali Swift. Lo Swift è una piattaforma che connette migliaia di istituzioni finanziarie di tutto il mondo per i trasferimenti di denaro. A inizio giornata anche Italia e Ungheria hanno fatto sapere di essere pronte ad allinearsi su un'eventuale decisione in questo senso da parte dell'Unione europea. In particolare oggi, il premier Mario Draghi "ha ribadito al presidente ucraino Zelensky che l'Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell'Unione Europea sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell'ambito Swift", ha riferito una nota di Palazzo Chigi. Mentre il paese rimasto finora più riluttante è la Germania. Ma messa all'angolo dal coro sempre più rumoroso di critiche sia in patria che fuori, anche Berlino ha iniziato ad aprire una porta all'esclusione di Mosca dal sistema internazionale delle transazioni finanziarie gestito dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication.
"Stiamo lavorando a pieno ritmo per una esclusione mirata e funzionale della Russia", dicono la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock e il titolare all'Economia Robert Habeck. Si tratta, ha detto la numero uno della diplomazia tedesca, di un approccio che punta a "colpire quelli giusti". È l'inizio di una svolta che si spiega con la crescente solitudine (ed imbarazzo) del governo di Olaf Scholz nella "battaglia dello Swift": quella che secondo molti, una volta messa in atto, potrebbe essere la sanzione più dolorosa per la Russia, ancora più dei carri armati che stanno devastando l'Ucraina. Sono sempre più numerose le voci in Europa secondo le quali escludere Mosca equivarrebbe a bloccare tutta l'attività bancaria della Federazione russa, tagliandola fuori dal sistema finanziario globale. Anche l'Ungheria di Viktor Orban, finora anche lui scettico, ha fatto sapere che sosterrà tutte le sanzioni targate Ue: "È il tempo di essere uniti, dobbiamo impegnarci per la pace". Berlino ha resistito fino all'ultimo. Nonostante le critiche e le tensioni sempre più forti anche in patria.
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