Francesco avrebbe compiuto quattro anni tra qualche mese. Lo scorso 5 settembre si trovava nel Parco urbano del quartiere Moderata Durant a Vibo Valentia, insieme ai suoi genitori.

All'improvviso, mentre giocava con un attrezzo presente nel parco una trave ha ceduto e lo ha schiacciato tra torace e addome. Immediatamente soccorso dai genitori e da altre persone presenti in quel momento, è stato poi trasportato con l'ambulanza presso l'ospedale Jazzolino.

Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Nonostante i medici fossero riusciti a fermare l'emorragia al fegato, hanno deciso di trasferirlo al Bambin Gesù di Roma, dove è arrivato sabato 6 settembre con un volo di Stato. A distanza di quattro giorni dal ricovero a Roma, il tragico epilogo.

Il secondo intervento e le speranze di un miglioramento

Francesco era stato sottoposto a un secondo, delicato intervento chirurgico al Bambin Gesù per via delle lesioni interne riportate al torace e all'addome provocate dalla trave. Le sue condizioni sembravano essere in miglioramento. Il bambino era ricoverato in terapia intensiva, costantemente vegliato dai suoi genitori, mamma Laura e papà Raffaele, stretto nell'abbraccio virtuale di tutta la sua città. Poi il repentino peggioramento, fino al decesso.

Le indagini

La Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento contro ignoti, per accertare tutte le responsabilità per l’accaduto. Gli accertamenti sono stati affidati alla polizia. L'ipotesi di reato è omicidio colposo. L’attrezzo in legno del percorso fitness che ha ferito il piccolo è stato posto sotto sequestro dopo l’incidente. Sembra fosse segnalato come gioco non adatto ai bambini più piccoli, ma era comunque accessibile a tutti.