Nel 2016 Mimmo Lucano era al quarantesimo posto nella classifica dei 50 leader più influenti del mondo della rivista americana 'Fortune'. Oggi è stato condannato a 13 anni e due mesi di reclusione. È la parabola della vita dell'ex sindaco di Riace, che ha fatto diventare quel piccolo borgo famoso nel mondo come modello di accoglienza e integrazione per i migranti giunti nel nostro Paese. Una storia, quella di Lucano e di Riace, cominciata quasi per caso nel 1998, con lo sbarco di duecento profughi dal Kurdistan a Riace Marina. Lucano e l'associazione Città Futura decisero che dovevano fare qualcosa. E così aprirono le porte delle tante case lasciate vuote da un'emigrazione che stava condannando Riace a diventare un paese fantasma, ai nuovi arrivati. Ma Lucano capì che la semplice accoglienza non era sufficiente. E così anno dopo anno 'Mimmo', come tutti lo chiamano, ha orientato l'attività della sua amministrazione all'integrazione dei rifugiati e degli immigrati irregolari. Ha aperto scuole, finanziando micro attività, ha realizzato laboratori, bar, panetterie e ha messo in piedi anche la raccolta differenziata porta a porta, che era garantita da due ragazzi extracomunitari che la trasportavano sul dorso di asini.

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