Allarme malavita nel Vibonese, entro l'inizio del 2019 arriveranno 30 nuovi poliziotti
Il giorno dopo la sospensione della processione della Madonna della Neve a Zungri, in uno dei momenti decisamente più roventi dell'estate, lo Stato ha deciso di far sentire forte e chiara la propria voce su un territorio ad alta densità criminale. E la visita del sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia, giunto nel pomeriggio di ieri in Prefettura, dopo essere stato a Limbadi e Zungri, è divenuta l'occasione propizia per tornare a soffermarsi su una serie di nodi irrisolti in un'area della Calabria, su cui la pervasività del fenomeno criminale esige una risposta decisa, una volta per tutte.
Così, dato anche il momento delicato, nella riunione tenutasi in Prefettura, le istituzioni si sono presentate al gran completo: accanto al sottosegretario agli Interni c'erano ovviamente il nuovo capo dell'Ufficio territoriale del Governo Giuseppe Gualtieri, il questore Andrea Grassi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Roberto Prosperi ed il comandante del Reparto operativo provinciale dei carabinieri Luca Romano. Il tutto in nome di un concetto emerso, al di là di ogni possibile interpretazione, dalle parole dello stesso sottosegretario Carlo Sibilia: "Quando si è uniti - ha detto quest'ultimo - chi è che deve fare un passo indietro è la criminalità organizzata". Ma al di là delle affermazioni di principio, questo è un territorio che attende risposte precise e l'esponente del Governo non ha esitato a garantire che "entro l'inizio del 2019 verranno inviati 30 nuovi poliziotti nel Vibonese". Anche se "prefererei che gli eserciti predominanti da queste parti fossero quelli di insegnanti, associazioni, di giovani acculturati, poichè soltanto un cambiamento culturale potrà garantire il riscatto dalla criminalità organizzata". Da qui la necessità di una sinergia profonda con “il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca perchè dai giovani bisogna partire per cambiare le cose”. Con un obiettivo chiaro, seppur molto prospettico: “Fare della Calabria il fiore all'occhiello del Paese”.
Il sottosegretario non ha dato garanzie ma ha promesso il proprio impegno per scongiurare una eventuale chiusura di Prefettura e Scuola allievi-agenti di Polizia. “Due baluardi da mantenere su un territorio ad alto rischio per evitare ogni sorta di arretramento”. E a fare eco alle sue parole è stato il prefetto Giuseppe Gualtieri. “Noi siamo abituati a vivere di simboli – ha detto il capo dell'Utg – e la presenza del sottosegretario agli Interni su questo territorio martoriato significa che non siamo stati lasciati soli”. Peraltro, la credibilità dello Stato passa per quella “degli uomini che lo rappresentano”. E la capacità “di fermare una processione e togliere la statua della Madonna dalle mani di uno 'ndranghetista – ha concluso Gualtieri – è un segnale forte, un messaggio chiaro per chiunque”.
