#FOCUS | Allarme terremoto, solo il 54% dei Comuni calabresi è a norma
La Calabria stenta a raggiungere la quota del 100% dei comuni dotati di un piano d'emergenza. Tra i grandi centri sprovvisti spiccano Lamezia Terme e Crotone
Classifiche. In tema di rischio sismico la Calabria, questa volta è in buona compagnia. Insieme alla gran parte delle regioni del sud d'Italia, la Calabria stenta a raggiungere la quota del 100% dei comuni dotati di un piano d'emergenza. Tra le ultime ma non l'ultima regione d'Italia nella classifica stilata dalla Protezione civile nazionale e che certifica il numero di amministrazioni comunali che si sono uniformate alla normativa nazionale approvando il piano d'emergenza comunale, misura diventata obbligatoria a partire dal 2012. Solo il 54% dei municipi calabresi ha, infatti, adempiuto al proprio dovere, percentuale che non soddisfa affatto il governatore Mario Oliverio che in una recente dichiarazione non ha fatto mistero di pretendere dai Comuni "un'accelerata" in direzione dell'approvazione dei piani. Ma, come anticipato, siamo in buona compagnia: fa senz'altro peggio la Campania che conquista il triste primato di regione con il minor numero di comuni dotati di piano d'emergenza: solo il 39%. Non troppo distante si colloca il Lazio, una delle regioni colpite dal recente sisma. Il numero dei comuni non raggiunge neppure la sufficienza: il 40%. Meglio la Sicilia con il 49% mentre la Puglia (94%), il Molise (100%), la Basilicata (92%) e la Sardegna (62%) superano di gran lunga l'asticella del 50%.
Il piano d'emergenza. Un piano d'emergenza si legge sul sito della Protezione civile è "un piano per le operazioni di emergenza che assegna la responsabilità alle organizzazioni e agli individui per fare azioni specifiche, progettate nei tempi e nei luoghi, durante un’emergenza che supera la capacità di risposta o la competenza di una singola organizzazione; descrive come vengono coordinate le azioni e le relazioni fra organizzazioni; descrive in che modo proteggere le persone e la proprietà in situazioni di emergenza e di disastri; identifica il personale, l'equipaggiamento, le competenze, i fondi e altre risorse disponibili da utilizzare durante le operazioni di risposta; identifica le iniziative da mettere in atto per migliorare le condizioni di vita degli eventuali evacuati dalle loro abitazioni. E' un documento in continuo aggiornamento, che deve tener conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi. Anche le esercitazioni contribuiscono all'aggiornamento del piano perché ne convalidano i contenuti e valutano le capacità operative e gestionali del personale".
Quanti e quali. Ma quanti e quali sono i Comuni calabresi che hanno recepito la normativa nazionale approvando il piano d'emergenza comunale? In totale su 409 solo 219 sono le amministrazioni comunali in regola. In particolare, su 80 comuni facenti parte della provincia di Catanzaro solo 49 hanno adottato il piano, la restante parte ancora no. Amaroni, Belcastro, Botricello, Cardinale, Carlopoli, Cenadi, Centrache, Cerva, Cicala, Conflenti, Curinga, Fossato Serralta, Gagliato, Gasperina, Jacurso, Lamezia Terme, Magisano, Maida, Motta Santa Lucia, Palermiti, Platania, San Mango D'Aquino, San Pietro a Maida, Santa Caterina, Satriano, Sersale, Simeri Crichi, Soveria Mannelli, Soveria Simeri, Torre di Ruggiero e Vallefiorita. A Cosenza su 155 comuni solo 100 si sono uniformati alla legislazione, ben 55 sono rimasti fuori: Acquappesa, Aprigliano, Belmonte Calabro, Bianchi, Bocchigliero, Bonifati, Cariati, Casole Bruzio, Castiglione Cosentino, Castroregio, Cellara, Civita, Crosia, Diamante, Dipignano, Fagnano Castello, Falconara Albanese, Firmo, Frascineto, Grimaldi, Grisolia, Guardia Piemontese, Lago, Laino Borgo, Lappano, Longobardi, Longobucco, Maierà, Malito, Malvito, Mangone, Montalto Uffuco, Montegiordano, Paludi, Paola, Parenti, Paterno Calabro, Pedace, Pedivigliano, Rose, Roseto Capo Spulico, Rovito, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giovanni in Fiore, San Lucido, San Martino di Finita, San Nicola Arcella, San Sosti, Sant'Agata di Esaro, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo e Tarsia. A Crotone su 27 Comuni solo 14 hanno approvato il piano d'emergenza. I 13 "fuorilegge" sono: Caccuri, Carfizzi, Casabona, Crotone, Cutro, Isola Capo Rizzuto, Rocca di Neto, Rocca Bernarda, San Mauro Marchesato, Savelli, Scandale, Strongoli e Umbriatico. A Reggio Calabria sono ben 45 i Comuni non dotati del piano d'emergenza su 97 totali facenti parte della provincia: Anoia, Antonimina, Bagnara Calabra, Benestare, Bivongi, Bova, Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Campo Calabro, Candidoni, Caraffa del Bianco, Cardeto, Casignana, Cittanova, Delianuova, Ferruzzano, Fiumara, Gioiosa Ionica, Grotteria, Mammola, Marina di Gioiosa Ionica, Melicuccà, Melicucco, Monasterace, Montebello Ionico, Motta San Giovanni, Oppido Mamertina, Pazzano, Placanica, Polistena, Portigliola, Roccella Ionica, Roghudi, San Ferdinando, San Giovanni di Gerace, San Lorenzo, San Procopio, Sant'Agata del Bianco, Santa Cristina d'Aspromonte, Seminara, Serrata, Sinopoli, Stignano e Villa San Giovanni. Vibo Valentia, infine, su 50 comuni ricadenti nella provincia ne annovera solo 18 a norma: Cessaniti, Fabrizia, Filadelfia, Filandari, Filogaso, Joppolo, Maierato, Mileto, Pizzo, Polia, San Calogero, San Gregorio, Serra San Bruno, Simbario, Tropea, Vibo, Zaccanopoli e Zambrone. Hanno già inviato la delibera di approvazione altri 8 comuni: Capistrano, Drapia, Gerocarne, Monterosso, Nicotera, Sant'Onofrio, Vazzano e Zungri. Non sono a norma i restanti 24 centri della provincia.
