Provincia Vibo, per i lavoratori a Pasqua... lo stipendio di Natale
Sarebbe arrivata la fatidica telefonata dall'istituto di credito: pronto il pagamento di una sola mensilità, quella relativa a dicembre 2015
di ILARIA LENZA
Una "concessione" piccola piccola, che non scioglie il nodo della questione. Perché gli arretrati restano e gli stipendi si accumulano. Anche se nel novero delle retribuzioni mancate nei confronti dei lavoratori della Provincia di Vibo ne esce una: una ricosciuta in vista di Pasqua, ma che arriva in un Ente rimasto evidentemente fermo a Natale. La fatidica telefonata pare sia arrivata infatti questa mattina: l'istituto di credito in cui ha sede la tesoreria dell'Ente sembrerebbe aver comunicato ai lavoratori il riconoscimento della mensilità di dicembre. Uno sblocco arrivato dalla banca dopo aver incassato rassicurazioni dal ministero, che - da quanto si apprende - avrebbe garantito un celere invio dei famosi trasferimenti statali, utili ai fini del riconoscimento delle spettanze. Ma con le somme "garantite" si potrà procedere al pagamento della sola mensilità di dicembre 2015, esclusa pure la tredicesima.
I lavoratori. "Sono soldi che abbiamo già 'impegnato', con tutti i debiti fatti in questi mesi - lamentano i dipendenti, con quasi 5 mensilità arretrate -, per uscire dalle difficoltà avremmo bisogno anche della tredicesima, per poter almeno riprendere un minimo di respiro". La tensione tra i dipendenti è infatti altissima, molte famiglie monoreddito vivono in condizioni estreme e sono state costrette a vendere ogni bene dapprima nella proprie disponibilità. "Facciamo un ulteriore appello alla bontà pasquale - proseguono -, anche se ci verrà pagato un misero stipendio non si risolve il problema, che va ben oltre la sola questione dei pagamenti". Perché il territorio vive di servizi mancati e i lavoratori di mancate certezze. "Non me la sono sentita - nota Carmela Valia, dipendente dell'Ente e consigliere comunale di Vibo - di lasciare i miei colleghi per andare in commissione. Qui lottiamo tutti insieme, soffriamo insieme e, finché non si risolverà la questione, insieme non molleremo".
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