"Sei la mia vita che non c'è più": il messaggio straziante del padre della 22enne uccisa a coltellate
L'uomo rompe il silenzio con una lettera aperta, trasformando il suo dolore in un grido d'amore per la figlia strappata all'affetto dei suoi cari

La tragedia che ha colpito la famiglia Campanella sei mesi fa, con l'omicidio a coltellate della giovane studentessa Sara Campanella, 22 anni, continua a pesare come un macigno sul cuore della comunità. Oggi, a segnare questo doloroso anniversario, è la straziante lettera aperta del padre, Alex Campanella, che affida ai social e alla memoria il suo insopportabile lutto.
Le sue parole sono un fiume in piena che descrive l'abisso in cui è sprofondata la sua esistenza da quel maledetto giorno: “Da quando te ne sei andata è come svegliarsi ogni giorno in un incubo che non finisce mai.”
Il Caos che Ora è Silenzio
Nel suo messaggio, Alex Campanella ripercorre i momenti semplici della vita quotidiana con la figlia, momenti che ora sono diventati ferite brucianti. Un dettaglio apparentemente insignificante si trasforma in un simbolo di assenza: la cameretta in disordine.“Maledico le volte in cui mi lamentavo per la tua cameretta in disordine. Oggi è sempre in ordine, immobile, e quell’ordine mi stringe il petto. Se potessi tornare indietro, accarezzerei ogni tuo caos, lo difenderei come si difende una reliquia. Ti chiedo perdono, amore mio: darei la mia vita per ritrovarti tra quei vestiti sparsi, quei libri aperti, quella vita vera che ora non c’è più”.
"Ti Amo Papy": Le quattro parole che valgono l'oro
Il dolore del padre si concentra poi sulla mancanza delle piccole, insostituibili abitudini: il telefono che si illuminava con la scritta "Saretta", la richiesta di farsi venire a prendere al pullman alle 18, e i messaggi che sigillavano il loro legame. “Mi manca il tuo messaggio di ogni giorno: ‘Alle 18 arrivo col pullman, mi vieni a prendere?’ Mi manca quando mi chiedevi se potevo ricaricarti la carta, e io ti caricavo più di quanto mi chiedessi solo per leggere, pochi minuti dopo, quel tuo messaggio che per me valeva più dell’oro: ‘Ti amo papy’. In quelle quattro parole c’era la mia felicità, la mia forza, il senso di tutto”.
Un posto a tavola vuoto e l'assenza di festa
Il vuoto lasciato da Sara è descritto come una presenza assordante, in vista delle prossime festività che non avranno più senso senza di lei.
“Mi siedo a tavola e quella sedia vuota mi colpisce come un pugno. Il tuo posto non apparecchiato è un silenzio che fa rumore, un vuoto che brucia".
Per Alex, il futuro è privo di gioia: “Tra poche settimane l’aria profumerà di festa per tutti, ma non per me. Io non avrò più sabati sera, né domeniche, né compleanni. E soprattutto non ci sarà più né Natale né Pasqua, perché tu eri il mio Natale, eri la mia Pasqua, eri la luce nelle mie giornate speciali. Eri la mia serenità. Eri la mia vita. E ora che non ci sei più, nulla potrà tornare com’era prima. Per me, mai più".
La lettera si conclude con una promessa e una richiesta: “Proteggici da lassù, principessa mia. Continua a mandarci quei piccoli segnali che ci fanno capire che non ci hai lasciati davvero… Ti prometto che pregherò sempre per la tua anima, finché avrò respiro. Ti amiamo".
