Ancora un rinvio. Per il processo "Acqua sporca" è l'ennesimo e il rischio della prescrizione si fa sempre più concreto. Rischia dunque di impantanarsi l'inchiesta sull'invaso dell'Alaco,  un bacino artificiale gestito da Sorical che manda acqua a 88 Comuni, per lo più nella provincia di Vibo ma anche in quelle di Catanzaro e Reggio Calabria. L'udienza in programma oggi è stata rinviata al prossimo 23 maggio. E poichè moltissimi  reati contestati sono relativi a vicende avvenute tra il 2009 e il 2011, saranno prescritti nel corso del 2018. 

Avvelenamento colposo di acque, omissione di atti d'ufficio, interruzione di un servizio di pubblica utilità e inadempimento di contratti di pubbliche forniture sono le accuse di cui dovranno rispondere gli imputati. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia aveva chiesto il rinvio a giudizio nel febbraio di due anni addietro, ma la decisione del gup Lorenzo Barracco è giunta lo scorso 2 novembre. 

Parti civili il Comitato civico Pro-Serre,  Codacons e Articolo 32, Legambiente e Adoc.

A giudizio sono stati rinviati, Sergio Abramo, attuale sindaco di Catanzaro e con lui Giuseppe Camo, Sergio De Marco, Giulio Ricciuto, Ernaldo Antonio Biondi, Vincenzo Pisani,  Massimiliano Fortuna; Pietro Lagadari, Domenico Lagadari,  Fabio Pisani, Roberto Camillen, Francesco Catricalà, Fortunato Carnovale, Rosanna Maida, Domenico Criniti, all'epoca dei fatti sindaco di Santa Caterina dello Ionio.