'Ndrangheta, omicidio nel Vibonese: le rivelazioni dei pentiti (NOMI)
Il delitto sarebbe maturato nell'ambito di contrasti all'interno del clan Mancuso
La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha confermato le assoluzioni di Cosmo Michele Mancuso, Antonio Prenesti e Domenico Polito nel processo “Errore Fatale”, respingendo l’appello della Procura distrettuale antimafia e rendendo definitive le decisioni di primo grado. Gli imputati erano accusati di omicidio e tentato omicidio nell’ambito dei fatti del 9 luglio 2003 a Ricadi, quando Raffaele Fiamingo fu ucciso e Francesco Mancuso, detto “Tabacco”, rimase gravemente ferito. L’accusa, basata soprattutto sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e sui presunti contrasti interni al clan Mancuso, aveva chiesto condanne fino all’ergastolo.
La Corte d’Assise, presieduta da Piero Santese, ha ritenuto invece lacunoso l’impianto probatorio, evidenziando criticità nell’attendibilità delle fonti dichiarative e confermando la validità delle consulenze difensive sui tabulati telefonici, che hanno escluso la presenza degli imputati sulla scena del crimine. Anche le intercettazioni e le chiamate in correità, analizzate in appello, non hanno modificato la valutazione di primo grado.
Restano così senza colpevoli giudiziari il delitto e il tentato omicidio, a oltre due decenni dai fatti. Le motivazioni della sentenza di secondo grado sono attese entro novanta giorni, mentre i legali delle difese hanno già evidenziato la conferma della correttezza del percorso difensivo.
