"Vacche sacre" saccheggiano terreni del Vibonese: petizione degli agricoltori a Mattarella
Al presidente della Repubblica, i coltivatori rimarcano come "sia necessario procedere al sequestro degli animali" e si dicono pronti a forme di protesta eclatanti
Hanno rotto gli indugi e hanno deciso di alzare la voce 23 agricoltori di Maierato e dei terreni di area demaniale dell'Angitola che hanno visto il proprio raccolto messo seriamente a repentaglio dall'invasione di pecore, capre ed ovini. Lo hanno fatto perchè convinti che lo stato non sia sufficientemente presente a controllare i soprusi che quotidianamente si verificano nelle distese di campo coltivate.
La richiesta. In una petizione indirizzata al presidente della Repubblica, oltre che a tutte le altre cariche politiche ed istituzionali, i coltivatori rimarcano come "sia necessario procedere al sequestro degli animali che destano allarme nella popolazione poichè, in molti casi, i proprietari sono persone attenzionate". Insomma, vere e proprie vacche sacre libere di fare scorribande sui terreni e di seminare il panico.
Il ricorso alle forze dell'ordine. E ciò nonostante "le querele sporte da alcuni volenterosi alla Guardia Forestale ed ai carabinieri" che non hanno sortito effetto. Anzi, nel tempo il problema si è acuito. E non si capisce talvolta neppure chi debba intervenire tra le Forze dell'Ordine".
La protesta. Ergo, qualora non venisse risolto neppure dopo la petizione al Capo dello Stato gli agricoltori sono pronti ad inscenare forme anche plateali di protesta, attraverso "manifestazioni pubbliche per le vie di Vibo".
Il rischio. Onde evitare che l'esasperazione degli animi riporti alla memoria di qualcuna qualche tragedia frutto del tentativo di farsi giustizia da solo. Il caso Scaliti è sotto gli occhi di tutti: una famiglia sterminata, un'altra quasi interamente condannata al carcere a vita.
