Mileto, i conti al Comune non tornano: opposizione sugli scudi
Il deliberato della Corte dei Conti fa insorgere la minoranza. La Locomotiva denuncia artifici contabili
I conti al Comune, secondo l’opposizione “La Locomotiva” non tornano. Tutto questo alla luce del deliberato che la Corte dei Conti ha notificato alcuni giorni fa all’ente “in cui si rileva afferma la minoranza che “si è giocato con dati contabili cercando di far apparire ciò che non è vero e cioè che i conti sono in equilibrio”. Uno dei fatti “più gravi” sarebbe da ricondurre “su un dato contraddittorio che riguarda il rendiconto 2014 in i residui attivi e passivi vengono considerati certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2014, mentre alla data del 12.5. 2015, cioè dopo appena cinque mesi vengono improvvisamente considerati privi di obbligazioni perfezionate”. Dalla stessa opposizione parte in merito anche la richiesta di un Consiglio comunale “ per chiarire lo stato dei conti dell’ente evitando di fare spese correnti che servono solo a creare clientele e ad indebolire i conti a discapito dell’intera popolazione”. "La Corte dei Conti dà ragione, purtroppo, a quanto evidenziato dalla minoranza -si chiarisce nella nota - mentre bacchetta in maniera dura l’intera a maggioranza". I giudici contabili contestano all’Amministrazione di non aver predisposto il fondo di svalutazione dei crediti che risulta pertanto incapiente per la somma di 334 mila euro.
Vari gli elementi che inducono i quattro eletti di opposizione Rosetta Mazzeo, Fortunato Giordano, Annadelia Massara e Francesco Ciccone, a riflettere:
Indici di deficitarietà strutturale. Come accertato dai dati prodotti il parametro di deficitarietà n. 3, risulta superato nel 2014. Non si rilevano miglioramenti rispetto ai parametri n.n. 2 e 4, entrambi superati nel 2013.
Risultato della gestione di competenza. quello che emerge è che da un lato è stata seguita una procedura a dir poco capziosa nell’intento di determinare per l’anno 2012 un fondo svalutazione crediti e dall’altro si è proceduto alla cancellazione di crediti derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate (ruoli in carico al concessionario), rilevandosi sin d’ora che potrebbero configurarsi profili di danno erariale.
Riscossioni di competenza. La Sezione della Corte dei Conti contesta che l’Ente non evidenzia le iniziative intraprese o che intende intraprendere per risolvere le criticità riscontrate e già censurate per ultimo nella deliberazione di questa sezione n. 18/2015 , considerando anche il fatto che l’Ente ha fatto ricorso all’anticipazione di liquidità.;
Entrate e spese correnti . La Corte evidenzia che la previsione di entrate correnti non ripetitive che finanziano spese correnti influenza in maniera rilevante gli equilibri di bilancio. La sovrastima degli accertamenti , e quindi dei residui, appare strumentale al fine di differire l’emersione di strutturali disequilibri, per competenza, tra entrate e spese , rinviando tale manifestazione ad esercizi successivi.
Risultato di cassa. Appare evidente la riluttanza dell’Ente a chiarire e fornire i dati richiesti soprattutto in riferimento alla mancanza ricostituzione dei fondi vincolati e desta perplessità il tacito assenso in merito alla violazione negli anni 2011 e 2012 dell’art. 222 del Tuel.
Risultato di amministrazione. La Corte dei conti inoltre contesta che nel 2011, 2012 e 2013 il Comune di Mileto notifica risultati positivi, nel mentre non fornisce i dati onde poter valutare detti risultati.-
Recupero evasione tributaria. Contestata che l’omessa riscossione nei termini di prescrizione di tasse ed altri tributi comunali, può determinare ipotesi di danno all’erario a carico dei soggetti preposti a tale attività.
Gestione dei residui. Un'altra critica arriva anche sulla gestione dei residui ove si evidenzia una scarsa movimentazione dei residui attivi vetusti pari quasi allo 0%, così come per la riscossione del residui attivi. L’Ente tra l’altro presenta una scarsissima attività di riscossione in conto residui fermandosi a percentuali intorno al 20/25%. Contestate a tal proposito le giustificazioni addotte dall’Ente, oltre che un dato contraddittorio e grave e cioè che nel rendiconto 2014 i residui attivi e passivi vengono considerati certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2014, ma alla data del 12.5.2015, cioè dopo appena cinque mesi, vengono “improvvisamente considerati privi di obbligazioni perfezionate”. Tutto ciò…inficia radicalmente l’attendibilità generale del bilancio e l’effettività del risultato di amministrazione. L’Ente tra l’altro presenta un avanzo di amministrazione al 31.12.2014 pari a € 344.175,57. Invece la Corte dei Conti contesta che l’Ente avrebbe dovuto prevedere un fondo di svalutazione pari € 394.977,67 che risulterebbe incapiente nel risultato di amministrazione. Inoltre la somma di € 2.250.309,28 relativo all’anticipazione di liquidità non trova capienza nel risultato di amministrazione, principalmente nell’anno 2014, in cui avrebbe dovuto essere inserito e successivamente nell’anno 2015. Per cui dai dati emersi risulterebbe che nell’anno 2014 si configurerebbe un significativo squilibrio di bilancio e un considerevole disavanzo di amministrazione sostanziale che l’Ente capziosamente , ha posposto inserendolo nelle procedure della nuova contabilità armonizzata dilatandone la risoluzione in un periodo più lungo da quello previsto. Anche sui servizi per conto terzi la Corte dei Conti contesta che alcuni di questi servizi non sono rientranti in questa categoria.
Equilibrio di bilancio. Sui debiti fuori bilancio la Corte dei Conti stigmatizza il comportamento dell’Ente che da un lato in sede istruttoria ha negato l’esistenza di contenziosi in essere e che quindi non sarebbe tenuto a costituire fondi per la salvaguardia di equilibrio di bilancio, dall’altro ammette tramite l’attività ricognitiva del responsabile dell’ufficio tecnico, che vi sono contenziosi in essere e per i quali viene suggerita una transazione di € 385.663,85. Inoltre la Corte dei Conti contesta al Comune il comportamento dilatorio dell’Ente, che attende il riaccertamento dei residui per far emergere debiti che avrebbero dovuto essere coperti prima, rinviandone quindi il periodo di pagamento e di rilievo del disavanzo, con la conseguenza che anche qui il Comune non ha predisposto il relativo fondo.
Le deduzioni della Locomotiva. "E' evidente -scrivono i quattro esponenti di minoranza - che il Comune di Mileto, stando alla delibera della Corte dei Conti, in questi anni contabili ha giocato con i dati contabili, cercando di far apparire ciò che non è vero, e cioè che i conti sono in equilibrio, per poter continuare a spendere per le proprie esigenze, mentre in realtà ci si trova da qualche tempo in una situazione di grave squilibrio finanziario, che viene nascosta ai Cittadini, per poter continuare a gestire fondi di bilancio per spese superflue , anziché accatonarle nei fondi per il riequilibrio. In tal modo, con questa gestione dissennata , si espone il Comune ad un dissesto che porterebbe solo danni all’Ente e ai suoi Cittadini. Pertanto la Locomotiva stigmatizza tale comportamento e chiede la convocazione di un consiglio comunale ove ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità e chiarire definitivamente lo stato dei conti del Comune di Mileto, evitando di fare spese correnti che servono solo a creare clientele e ad indebolire i conti del Comune a discapito dell’intera popolazione".
