C'è l'ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti tra gli indagati dell'operazione della Guardia di finanza, coordinata dalla Dda reggina, che ha fatto luce su un disegno criminoso volto a distrarre e dissipare il patrimonio delle società "Multiservizi S.p.a." e "Gestione Servizi Territoriale S.r.l." (G.S.T. S.r.l.) in pregiudizio dei creditori, cagionandone dolosamente il fallimento. L'operazione ha portato oggi all'arresto di 8 persone per bancarotta fraudolenta e al sequestro di somme di denaro per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.

Secondo le indagini condotte dal Gico della Guardia di Finanza lo stesso giorno della costituzione della Multiservizi, nel 2004, "con la sottoscrizione di un incomprensibile patto parasociale - contrariamente a quanto previsto dall'appena stipulato atto costitutivo e pur essendo il Comune detentore del 51% del capitale sociale della Multiserviz", l'allora sindaco Scopelliti avrebbe abdicato al controllo della partecipata assegnando in via esclusiva tutti i poteri di gestione al socio privato di minoranza GSt srl. Per la Procura a spiegare cosa è realmente accaduto in quegli anni sono le risultanze investigative dell'operazione "Mammasantissima". In una conversazione del 14 maggio 2002, l'avvocato Paolo Romeo, coinvolto nell'inchiesta come presunto elemento di vertice della direzione strategica della 'ndrangheta reggina, nel compiacersi per una possibile vittoria di Scopelliti fa riferimento all’appoggio elettorale dell’imprenditore Cozzupoli e di Giuseppe Rechichi (“vince lo stesso – perché c’è Cozzupoli che deve incassare delle somme, che praticamente è in uno stato di bisogno attualmente” mentre “dall’altro c’è Pino che sta partecipando a queste gare per la esternalizzazione”) e quindi proprio degli imprenditori che avrebbero avuto col tempo il controllo della partecipata.

Nel 2007 le due società, la Multiservizi S.p.a. e la G.S.T. s.r.l. stipulano una convenzione ed un disciplinare per lo svolgimento delle prestazioni previste dal contratto di servizio tra Comune e Multiservizi S.p.a., "consistente nella prestazione di generici servizi (studio dei dati e controllo di gestione; progettazioni ed elaborazione di manuali di sicurezza; sviluppo di procedure amministrative, gestionali, di sicurezza; auditing legale, etc.) che la G.S.T. S.r.l. poteva assumere e definire in modo del tutto autonomo ed il cui compenso era determinato a priori - a favore della citata GST - prescindendo del tutto dalla valutazione del costo dei servizi resi, come quota percentuale dei ricavi di Multiservizi". Secondo gli inquirenti si tratterebbe di un utilissimo strumento fraudolentemente predisposto dagli indagati per accaparrarsi ingentissimi e immeritati ricavi che avrebbero svuotato le casse di Multiservizi ai danni del Comune di Reggio Calabria e portato la società partecipata al fallimento.