I genitori di Matteo Vinci (Francesco e Sara Scarpulla), il biologo ucciso a Limbadi da un'autobomba posizionata sotto la sua auto da esponenti del clan Mancuso nel 2018, non sono stati abbandonati dalle istituzioni. E' questa la sintesi di una comunicazione della Prefettura di Vibo

"In relazione - viene scritto in una nota - alle notizie recentemente apparse in merito sugli organi di informazione, la Prefettura di Vibo Valentia conferma l’attenzione esistente sulla situazione relativa alla sicurezza della famiglia di Matteo Vinci, vittima dell’efferato attentato perpetrato nel 2018, sin dall’indomani del tragico evento".

A tale riguardo, infatti, anche oggi si è tenuta presso la Prefettura di Vibo Valentia una riunione di Coordinamento delle Forze di Polizia, presieduta dal prefetto Roberta Lulli, alla quale ha preso parte il dottor Nicola Gratteri, Procuratore Distrettuale Antimafia di Catanzaro.