Secondo quanto sostenuto dal primo cittadino in aula, dei 48 milioni stanziati a seguito dell'alluvione ne sarebbero stati utilizzati 20. Cinque invece quelli persi 

Da quel tragico 3 luglio del 2006 sono trascorsi ben dieci anni. Ma, nonostante lo scorrere del tempo, a Vibo la situazione resta critica. La città è infatti ancora segnata dai suoi profondi problemi: dal dissesto idrogeologico, da voragini che si aprono nel cemento e dai continui cendimenti. Una situazione sulla quale si è soffermato ieri, nel corso della prima seduta del civico consesso che riprenderà quest'oggi, il sindaco Elio Costa, dal quale è venuta fuori una rivelazione densa di amarezza.

I fondi. Dei circa 48 milioni di fondi stanziati per lo stato di emergenza venutosi a determinare a seguito dell'alluvione - secondo quanto ha sostenuto il sindaco in aula - "solo 20mln sono stati utilizzati, quindi ci sono ancora 28mln non utilizzati di cui 5mln sono andati perduti. Pertanto - ha proseguito - esistono ancora fermi nelle casse della Banca d'Italia circa 23 milioni di euro". Disponibilità importanti che, per come sottolineato dal primo cittadino - il quale avrebbe anche riscontrato, come riportato sull'edizione odierna della Gazzetta del sud, "strane destinazioni" nell'analisi delle spese -, potrebbero fare la differenza.