Ripetizioni, la flat tax non basta. Solo 32 professori escono dal nero
Il sommerso sale in cattedra. Neanche le sirene della flat tax al 15% sono riuscite a convincere l’esercito degli insegnanti ad uscire dal ’nero’ e rilasciare uno straccio di ricevuta fiscale per le lezioni private che danno agli studenti in vista di esami o scrutini.
I dati snocciolati dall’Agenzia delle Entrate sui professionisti che hanno deciso di uscire dall’Irpef ed entrare nel regime agevolato previsto con la Finanziaria 2019 sono eloquenti. Appena 32 docenti, infatti, hanno optato per l’imposta sostitutiva, dichiarando di aver effettuato ripetizioni private. Con un incasso per il fisco davvero ridicolo: appena 131mila euro.
Una goccia nel gran mare dell’evasione che, ogni anno, viene alimentato da questo settore. Pochi dati, infatti, sono sufficienti per inquadrare un vero e proprio fenomeno di massa. Secondo le analisi degli 007 del Fisco, la platea dei potenziali beneficiari comprendeva ben 800mila professori, con un giro di affari variabile, a seconda dei centri studi che si sono cimentati a decifrare questo business, fra gli 800 e i 950 milioni di euro all’anno.
