L'appuntamento si inserisce nell’ambito della Festa del Condominio 2017 di Vibo Valentia, organizzato dalla Confedilizia

‘La proprietà privata è un furto’; ‘A ciascuno secondo i suoi bisogni’. Queste, e altre, erano le parole d’ordine che risuonavano nelle piazze d’Italia e del mondo alla fine degli anni ’60, quando un ampio movimento di massa si illudeva di poter ridefinire gli equilibri sociali esistenti secondo il credo marxista.

Questa operazione culturale che punta alla criminalizzazione di chi è proprietario è sembrata riecheggiare di nuovo in Italia, quando, per risolvere una crisi invero pericolosa, il governo Monti puntò ad una riforma fiscale eccessivamente gravosa per la proprietà, come mai era stato fatto in precedenza, tanto da far apparire gli immobili non più come il bene rifugio per eccellenza degli italiani, ma come un vero e proprio problema. Da quel momento, la proprietà immobiliare vive in una situazione di crisi dalla quale è indispensabile uscire al più presto attraverso interventi urgenti e incisivi da parte del Governo, volti, da un lato, a correggere i gravi errori compiuti negli anni precedenti; dall’altro, a far ripartire l’economia ed eliminare qualche iniquità.

D’altronde, gli effetti negativi di questo assalto fiscale alla proprietà immobiliare sono noti ed evidenti: perdita di valore degli immobili, che è stimabile in misura maggiore a quella rilevata dalle statistiche, impoverimento e riduzione dei consumi, chiusura delle imprese, perdita di posti di lavoro, aumento dei negozi sfitti. E l’elenco potrebbe continuare a lungo mettendo così in evidenzia tutti i fattori che influenzano il PIL e la crescita dell’Italia e che i dati dell’Istat mostrano irrimediabilmente pari a zero. Per rendercene conto, è sufficiente una semplice passeggiata su corso Vittorio Emanuele, un tempo la via commerciale di Vibo Valentia, e guardare le tante saracinesche abbassate di negozi definitivamente chiusi, oppure censire i tantissimi “vendesi” esposti per le strade ormai senza soluzione di continuità.

Nasce da qui l’idea di questo incontro-dibattito in programma alla Biblioteca Comunale (venerdì 25 agosto ore 18.30), che si inserisce nell’ambito della Festa del Condominio 2017 di Vibo Valentia, organizzato dalla Confedilizia, che mette a confronto, grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale – e per questo ringraziamo, primi fra tutti, il sindaco Elio Costa ed il vice sindaco Raimondo Bellantoni – il presidente nazionale della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, e il parlamentare Daniele Capezzone.

"Proveremo a ragionare - spiega Maurizio Bonanno, direttore Centro studi socio-economici (nella foto) - su quelle misure che è urgente mettere in cantiere ed attuare, ricordando che, come da tempo chiede Confedilizia, occorre innanzitutto detassare gli immobili commerciali locati, pena l’aggravarsi della crisi del commercio ed il crescere del degrado dei centri cittadini. Ed ancora, dovrebbero essere prese in considerazione riduzioni sia della tassazione patrimoniale, fissando uno specifico limite di legge alle aliquote IMU e TASI (ad esempio, del 4 per mille), sia di quella erariale, con l’introduzione di una cedolare secca. Occorre poi aumentare la deduzione dei redditi da locazione, che oggi di fatto tassa anche le spese dei proprietari – locatori. Proveremo a suggerire la necessità di misure per gli affitti a canone calmierato, stabilizzando la misura oggi in vigore (aliquota del 10% della cedolare per i contratti di locazione agevolati e per studenti universitari) ed estendendola a tutta Italia; la soppressione dell’Irpef sugli immobili non locati e l’eliminazione della tassazione canoni non riscossi, che comporterebbe anche l’abrogazione della regola anacronistica che impone l’imposizione sui redditi fondiari indipendentemente dalla loro percezione.
Diversamente non si potrà uscire dalla crisi che, anzi sarà destinata ad aggravarsi ulteriormente ed a produrre gravissimi effetti depressivi per tutta l’economia.
Un incontro-dibattito per il quale auspichiamo una significativa partecipazione, perché, al di là di ogni credo politico, si tratta di argomento che ci interessa tutti quali cittadini che non intendono subire passivamente le decisioni prese da altri per nostro conto".