"Lascia l'amaro in bocca apprendere che il Direttore del Distretto socio-sanitario di Catanzaro abbia deciso di svestire la struttura di Via Milelli ex "Umberto I" per correre in soccorso al carcere di Siano". E' quanto si legge in una nota diffusa dal vice presidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto che chiarisce: "Non siamo a sminuire la gravissima carenza di personale sanitario per i Servizi Sanitari presso il Carcere cittadino, ma dirottare il personale infermieristico dall'Umberto I° all'istituto penitenziario costituisce una scelta che finirà per produrre disagi per tutta la cittadinanza e, mandando il personale "a mani nude" non sarà di utilità neppure a Siano".

L'auspicio. "Non si può pensare di risolvere le ataviche disattenzioni del passato facendo pagare il conto a migliaia di utenti. Anche perchè, è risaputo -sostiene il Codacons - che il personale di Via Milelli non è certo in esubero. Confidiamo che Maurizio Rocca voglia ritornare immediatamente sui propri passi e chiediamo che sulla vicenda abbiano a pronunciarsi i Commissari ma, soprattutto, che intervenga l'Amministrazione comunale di Catanzaro, per evitare che questa emergenza la continui a pagare chi ha bisogno di cure. Chiediamo ai Commissari che dispongano, prima di ogni decisione, una ricognizione di tutto il personale infermieristico - sostiene Francesco Di Lieto - comprendendo anche quelle unità utilizzate negli uffici e che non svolgono attività infermieristiche. Sappiamo bene come la gestione delle risorse umane costituisca uno dei più importanti strumenti di governo clinico ed un fattore critico per la sicurezza delle cure".

Valorizzazione del personale. "Per cui -prosegue il Codacons - prima di dirottare il personale che garantisce servizi essenziali per i Cittadini nel polo sanitario territoriale di Catanzaro, sarebbe necessario e, forse, doveroso, conoscere e valorizzare tutto il patrimonio infermieristico dell'Asp affinché non vi sia neppure il sospetto di sacche di intollerabili privilegi. La riorganizzazione dei servizi a seguito dell'emergenza in corso - continua Di Lieto - non può tradursi in una riduzione del personale sanitario con tutti i rischi che ne conseguono in termini di insufficiente assistenza e di minore sicurezza per i pazienti". "Ma c'è di più. Nella fretta di "svestire il santo" -conclude il Codacons - ci si è dimenticati di dotare il personale dell'"Umberto I°" di mascherine, guanti, camici ed altri dispositivi di protezione, tutti obbligatori quando il lavoro impone distanze inferiori ad un metro, praticamente una scelta assurda che finisce per penalizzare Catanzaro ed i Catanzaresi".