Calcioscommesse, la difesa di Cosentino e le lacrime di Giampà: “Accuse ingiuste”
Dopo la commovente testimonianza del capitano del Catanzaro, la commissione presieduta da Sergio Artico si è ritirata in camera di consiglio. Le sentenze attese per la prossima settimana
Si è chiuso, davanti al Tribunale federale nazionale della Federcalcio, il terzo e ultimo giorno di dibattimento relativo al secondo filone dell'inchiesta Dirty Soccer sul calcioscommesse. La commissione presieduta da Sergio Artico ha ascoltato le accuse mosse dalla Procura federale diretta da Stefano Palazzi contro 29 club e 52 tesserati e si è poi ritirata in camera di consiglio. Le sentenze sono attese per la prossima settimana
Lo sfogo di Giampà. L'udienza si è conclusa con lo sfogo in lacrime del centrocampista del Catanzaro Domenico Giampà. “Sono affranto, la mia carriera – ha detto – è basta sulla lealtà: mi vergogno e vivo nel disonore per quest'accusa di illecito. Non è giusto”. Nei confronti del capitano giallorosso la Procura federale ha chiesto tre anni di squalifica e una multa di 50 mila euro. Il coinvolgimento del Catanzaro, da dove tra l'altro è partita l'inchiesta denominata Dirty Soccer, è relativo alla tentata combine del match con il Barletta dell'1 aprile del 2015. Ieri, oltre a Giampà, è stato ascoltato anche il presidente Cosentino sul quale pende una richiesta di condanna a 6 mesi di squalifica. Il patron dei giallorossi ha respinto le accuse sottolineando la sua integrità morale.
CALCIOSCOMMESSE, LE RICHIESTE DELLA PROCURA FEDERALE (Leggi qui)
