La donna è tra i leader dell'organizzazione "Campagne in lotta" che avrebbe spinto i migranti di S.Ferdinando a opporsi al trasferimento

Si è opposta a un foglio di via obbligatorio emesso dal questore di Reggio Calabria. La notizia non avrebbe avuto molta rilevanza se la destinataria del provvedimento della questura reggina non fosse Veronica Padoan, figlia del ministro dell'Economia e delle finanze Piercarlo Padoan.

Il fatto Il foglio di via obbligatorio nei confronti di Veronica Padoan, tra i leader dell'organizzazione "Campagne in lotta" da tempo attiva contro il caporalato nel sud, è stato adottato la scorsa estate dal questore Grassi a seguito di un'istruttoria condotta dal personale del Commissariato di Gioia Tauro in occasione del trasferimento dei migranti dalla tendopoli di San Ferdinando in quella nuova allestita dalla Prefettura di Reggio Calabria. La notizia è stata riportata nell'edizione di oggi della "Gazzetta del Sud". 

Contro il trasferimento della tendopoli In particolare i volontari dell'organizzazione, impegnati da tempo nella zona della Piana, avrebbero "ostacolato l'attuazione della legge spingendo alcuni migranti ad opporsi al loro trasferimento nella nuova tendopoli". Veronica Padoan, riporta il giornale, ha proposto ricorso contro il provvedimento, che prevede l'impossibilità per 3 anni di mettere piede a San Ferdinando, assieme ad due altri attivisti destinatari del foglio di via. L'udienza in camera di consiglio d'urgenza davanti alla sezione del Tar reggino si terrà il prossimo 20 dicembre.