Sarà il dato dell’affluenza alle urne a caratterizzare le elezioni politiche di quest’oggi. Alto il rischio astensionismo

L’attesa è terminata. Urne aperte dalle 7 di questa mattina e fino alle 23 di questa sera per il rinnovo dei parlamentari. Sono tanti i vibonesi in corsa per Camera e Senato sia nel collegio uninominale che in quello plurinominale. Sfide all’ultimo voto si alternano ad elezioni che sembrano quasi una formalità. Ben otto le donne in corsa, considerando quelle provenienti dal territorio provinciale. La candidata più giovane del Vibonese non ha nemmeno ventisette anni, il più anziano ha alle proprie spalle settantasette primavere. Saranno trentasei le sezioni redistribuite sul territorio comunale, frazioni comprese. Ben 146 gli scrutatori impegnati in città, sotto la guida di presidenti di seggio e segretari.
A ciascun elettore verranno consegnate due schede, una per la Camera (di colore rosa) l’altra per il Senato (di colore giallo).

Il Rosatellum. Il sistema elettorale che prende il nome di Rosatellum prevede l’elezione di un terzo dei candidati con il sistema uninominale (maggioritario) e di due terzi con il sistema proporzionale, in listini plurinominali formati da quattro aspiranti onorevoli e senatori. A proposito di schede, non è mancato, nella giornata di ieri, qualche momento di apprensione. Non per ragioni di ordine pubblico – tutto è filato liscio all’insediamento dei seggi – ma per questioni di carattere tecnico-burocratico. La Prefettura, dopo aver inviato in mattinata le schede ai seggi, sparsi sul territorio provinciale, all’interno dei cinquanta comuni del comprensorio, ha intimato agli enti di restituirle e sostituirle con quelle che sarebbero state inviate nel giro di poche ore. Tutto sembrerebbe essere stato risolto nell’arco di poco tempo, sebbene il disguido pare abbia generato una certa apprensione tra gli addetti ai lavori. Gli elettori – per il Senato può votare solo chi ha compiuto i venticinque anni di età –potranno indicare il nome della lista e quello del candidato ad essa collegato. Non è ammesso il voto disgiunto. Insomma, il voto sarà nullo se lista e candidato prescelti non apparterranno alla medesima coalizione.
Qualora venisse contrassegnato solo il nome della compagine, il voto andrà automaticamente al candidato nel collegio uninominale ad essa collegato.

I precedenti. Sarà il dato dell’affluenza alle urne a caratterizzare le elezioni politiche di quest’oggi. Si parte dato delle ultime elezioni politiche, quelle del febbraio 2013. In quella circostanza, nel comune capoluogo si recò alle urne il 64% degli aventi diritto, un dato di poco al di sopra di quello regionale, ma di circa il 15% inferiore rispetto a cinque anni prima. Nel 2008 si era recato ai seggi addirittura il 79% degli elettori.
Inutile dire che, al Sud più che altrove, pesa l’incognita del possibile astensionismo sul risultato che i primi exit poll snoccioleranno poco dopo le 23 di questa sera. Ma come funziona il sistema elettorale? La soglia di sbarramento per i partiti è stata fissata dal sistema elettorale al 3% su base nazionale, le coalizioni dovranno attestarsi almeno al 10%. Sotto l’1%, una lista che si trova in coalizione non ottiene seggi per sè, nè ne porta ad altre forze coalizzate. Tra l’1% ed il 3% dei voti, invece, la lista non racimola alcuno scranno ma contribuisce ad aumentare i seggi delle altre forze più grandi della coalizione di cui fa parte. Oltre il 3%, la compagine si vedrà assegnare un parlamentare. Il Vibonese, nel collegio uninominale della Camera comprende anche i territori di Soverato ed Alto Reggino, in quello proporzionale fa parte della circoscrizione Calabria Sud.
Quanto al Senato, nella quota uninominale, Vibo Valentia è inserita con la provincia di Catanzaro, per quel che attiene il proporzionale, nell’unico collegio calabrese.